mercoledì 20 ottobre 2021

Ulteriori annotazioni a margine degli ultimi eventi o l'avvento della dominazione spettrale sui tempi ultimi - aggiornato -


 

 

Adesso fanno notare come la stampa internazionale sia indignata dei recenti fatti di Trieste, forse qualcuno, davvero troppo impreparato o in completa malafede, confida e invoca nell’intervento di non so quale fatiscente autorità internazionale per risolvere l’attuale deriva autoritaria che coinvolge il Paese, ignorando che quelle chimere giuridiche dai nomi altisonanti tipo Tribunale dei Diritti Internazionali o simili a nulla servono se non a confermare la macroscopica demagogia posta come paravento ideologico dell’unico ciclopico interesse, propriamente nichilista, che governa il pianeta intero determinandone le sorti. 

Dovremmo ritenere i commenti fintamente partecipi della stampa internazionale come l’ulteriore conferma della massiva manipolazione cognitiva in atto.

Invece, è costantemente davanti ai nostri occhi la cosiddetta prova del nove della tragica pantomima sperimentale di cui il nostro Paese è oggetto (non a caso) costituendo, in un certo senso, l’eccellente Peso e Misura di verifica politica dell’Occidente.

Attualmente di Reale, o meglio, dovremmo dire dell’eccezionale Parvenza di Reale magnificamente sovrapposta al Vero, sussiste unicamente il principio di una vera e propria verifica/spettro (validità uniformante) derivato da ciò che sostanzialmente non dovrebbe far parte della cosiddetta Realtà, ma che pur riesce a incidere significativamente in essa mediante la più inflessibile complessità operativa (e mi riferisco alla capacità predittiva dell’Algoritmo).

Algoritmo è il più complesso principio di laboriosità, derivato all'uomo da una notevole causa di desolazione interiore, che in ogni allegoria scaturisce sempre dalla dimensione spettrale, variamente identificata come Inferno, Limbo, o anche, in età moderna, definita come Dark Side of the Moon.

Per esempio, non è casuale la data di uscita dell’omonimo album dei Pink Floyd il 1° marzo 1973 a combinazione ermetica che esprime valore 44 come imprimitura (sigillo sonoro – frequenze musicali) sulla realtà, a rimarcare in essa una specifica appartenenza e l’oblio cui la più talentuosa espressione di pop-ipnosi destina l’eminente illusione partecipativa delle moltitudini.

Invito a fare le verifiche dei valori gematrici o ghematrici delle parole: Industria e Spettrale, di appurare come in esse sia coincidente il medesimo valore, riscontrando quale sia il sigillo di potenza (potenza illusoria) ad esse saldato, così come alle due parole Intelligenza Artificiale, sia virtualmente connesso il valore stesso di Anima.

Non è casuale che sono decenni che la Grande Chiesa parla solo della misterica interazione anima-corpo, avendo completamente dimenticato (intenzionalmente obliato) la sola virtù sapienziale davvero significativa: quella dello Spirito.

 

Inoltre, vorrei far notare come la Porta Inferi recentemente aperta sul Quirinale sia un effettivo Portale meta-storico (portale simbolicamente anticipato nella cerimonia di apertura del traforo del San Gottardo e, 55 mesi dopo, confermato nello stesso presepio di San Pietro 2020).

Inoltre, la distanza stradale tra Quirinale e Vaticano è di 3,8 km, equivalenti a valore 11 e Quirinale - Vaticano sono due nomi di corrispettivo valore 11 (ricavato dalla somma 191)

Un Portale la cui forza attrattiva ingoierà l’ultima memoria restante dell’antica idea di Humanitas e, conseguentemente, dell’idea teocratica che volle realizzare l’Impero Romano antico e della Grande Chiesa, che successivamente al rovinoso crollo di Roma, carpì la sua ricca eredità fondata sulle basi giuridico-sacrali mutuate da solide quanto remotissime interferenze.

La Grande Chiesa è configurata come Arca di Salvezza (Arca di una Salvezza solo parodica) autenticamente Dannata, la cui religione è fin dalle origini Nicene istituita su una eccezionale menzogna teologica e che ormai versa nella sua fase di estrema decadenza, destinata a essere assorbita da una dannazione ancora più fonda; (la teocrazia è già mutata in tecnocrazia misticheggiante) un passaggio epocale, di cui si rendono palesemente garanti le attuali gerarchie ecclesiastiche.  

Il potere adesso attua una ulteriore falsa mediazione autoritaria, evocando in più occasioni i simboli inferi, nella speranza (totalmente infondata ma ugualmente eseguita) di evitare la Parusia dei tempi, reiterando con ciò l’antico Mistero d’Iniquità, confermando in esso l’immane debito animico-energetico, ormai prossimo a deformarsi nell’imminente Incubo Energetico Planetario.


Non è irrilevante far notare come dalla data di fondazione della Repubblica Italiana trascorrono 75 anni dalla simbolica apertura del Portale infero e 75 equivale a 12 confermato nella somma stessa dei numeri presenti nella data 15/10/2021 (come valore di un determinato sigillo impresso sul Ciclo) e vi sarebbero altre puntuali correlazioni ma è superfluo qui riportarle per non appesantire la lettura.  

La nostra stessa Repubblica (evidentemente marcescente già da decenni e attualmente coinvolta in una vera e propria involuzione autoritaria, che è evidentemente imposta da corporazioni privatistiche esterne alla Nazione) ha il sigillo del Demiurgo impresso nell’anno, mese e giorno della sua stessa fondazione: 2 giugno 1946 a sequenza 8/11 = 88, numero che nelle lettere latine esprime il valore ghematrico di Demiurgo.

La lettura in filigrana degli eventi è indispensabile per dimensionare il loro significato. 

La decrittazione simbolica è l’unico modo per orientarsi in un divenire altrimenti ottenebrato, perché nell’immane delirio energetico - in cui è plasmata la spirale del Cosmo e la proporzione vita - è il carattere di assoluta transitorietà della vita stessa a determinare nella sua ideazione cosciente l’esigenza di fissare nelle molteplici suggestioni l’ideazione figurativa che, nella presente dimensione duale, attraverso la forma, realizza l’identità.

Identità, che immersa come si trova nel flusso del divenire ottiene l’idea stessa di Tempo: il Tempo è solo il Tempo Liturgico: una costante cerimoniale oggi variamente nascosta e variamente distorta, accuratamente divulgata nell’incessante mutamento e da essa si estrae il significato stesso di Storia.

Tutto è simbolo variamente mimetizzato e l’incontrovertibile forza del Potere attuale è l’aver influenzato subliminalmente (pop-ipnosi) gli uomini a non accorgersi delle correlazioni tra gli eventi e la loro essenza profonda, positivamente ricondotta al valore di equazioni algebriche solo formali, (equivalenti a spiegare una costante necessità energetica che risolve sé stessa nella sola nuda necessità) una puntualità di arida verifica che altro non conferma se non l’illimitato condizionamento di un divenire svuotato di autentico senso e volutamente consegnato ad uno spazio di essenziale desolazione, prevalentemente occupato - così ci dicono - dalla cosiddetta materia oscura, la cui reiterata suggestione, sperimentalmente deleteria, dimostra assieme ad altre che le sono di sostegno di contribuire alla formazione del cupo terreno immaginale maggiormente idoneo su cui evocare/impiantare nella coscienza addormentata dell’impoverito uomo contemporaneo la supremazia - puramente spettrale - dell’A.I.

martedì 19 ottobre 2021

La trappola della protesta nella società di massa

 


Vogliate perdonare l’eccessiva franchezza, ma tutto davvero appare sempre di più come una tragica pantomima.

Consideriamo le dinamiche delle proteste, la sostanziale impotenza della gente, l’automatismo stesso delle forze dell’ordine, le varie scene patetiche, la rabbia inzuppata dall’acqua degli idranti: le grida confuse agli improperi e alle bestemmie, le disperanti invocazioni: Libertà! Libertà!

Invocare la libertà non costituisce un’affermazione emancipatoria, anzi, in simili frangenti evocare la libertà equivale a chiedere l’ulteriore stretta delle proprie catene…poi, a coloro che invocano, come attenta risposta alle loro istanze, ancora giù botte e lacrimogeni!

Si potrebbe dire: ma allora come poter manifestare il proprio dissenso da tutto ciò?

Sicuramente non così. 

Non più così.

Così, a livello simbolico, altro non si compie se non la componente misterica della Contro-Apocalisse, altro non si attua che l’Anti-Rivelazione

In tal modo s’infittisce unicamente l’ottenebramento epocale.

Adesso, ogni singola coscienza consapevole o riesce a interiorizzare l’ineffabile esperienza dei Cicli storici e metastorici che ha attraversato, divenendo essa stessa Principio in sé medesima, dunque, non acconsentendo a nulla ma distaccandosi progressivamente da tutto, serrando metaforicamente gli occhi e la bocca, rinnegando questo tempo profano; altrimenti, proprio in questo tempo, ora, non esiste rimedio a ciò che sta per accadere perché: 

IL DIO CIBERNETICO È GIA' QUI E INDIETRO NON SI TORNA.

Apocalisse è l’adesso, il suo significato coinvolge il viaggio dell’animo nell’Ade da cui dovrà riemergere vittorioso, rendendosi espressione di una Verità Sovra-Celeste e non già della Gloria ordinariamente Celeste.

È fondamentale comprendere che la direttrice emergenziale ha radici storiche antichissime.

La contraffazione epocale, in Occidente, culmina nell’esperienza cattolica, la quale non a caso ora è fautrice del nuovo culto da tributare al dio cibernetico.

L’unico motivo per il quale l’introduzione del potenziamento della Carta dell’Identificazione Digitale (Green Pass) abbia coinciso con la data emblematica del 15 ottobre (trovando con essa equivalenza l’apertura della Porta dell’Inferno) è che in tale giorno e mese fu riformato l’ordinamento del Tempo:

riforma calendariale voluta da Papa Gregorio XIII nel 1582 e attenzione…anche ciò non è casuale nello schema della preordinazione geometrica degli eventi poiché 1582 equivale a 7 e Papa Gregorio ha valore gematrico 410, ovvero 5, a significare la riforma di un Ciclo ribadito nella somma di 7+5 = 12, che vale il dodecaedro ricavato da pentagono: significato di misura e imitazione emblematizzate dal 7.

 

Non possiamo più rimandare l’esperienza della consapevolezza, demandando la realizzazione (propriamente ermetica) al sistema (six-tema) che ci recinge con vincoli sempre più stringenti.

La radice di potenza dell’essere muore nella modalità collettiva in cui hanno ordinato la moderna società di massa, il cui assetto simbolico è stato disposto mediante accurate e assai ben mimetizzate ritualità nere, che nella storia recente hanno scandito l’affermazione del dominio industriale sulla totalità dell’esistente.

La società di massa è strutturata per incarnare un grumo palpitante indistinto, sostanzialmente amorfo e definito come mera collettività, facilmente gestibile dalle autorità di controllo.

Il livello, davvero infimo, del Piano su cui è ordinata la realtà sociale è ulteriormente appiattito da un controllo elettronico dispotico, tale dispotismo può rivelarsi come Bianco (le consuetudini imposte dalla pubblicità, in forma più o meno subliminale, che istituiscono regole sociali discriminanti per chi non è conformato) oppure Nero (mediante ogni forma violentemente repressiva del dissenso).

Il Gregge, storicamente, non ha mai potuto ottenere autonomia dai suoi Pastori e oggi meno che mai, nel tempo in cui il Gregge muta in vero e proprio Alveare Cibernetico: l’alveare umano non potrà mai chiedere alla sua nuova Regina, che è l’Intelligenza Artificiale, (A.I.) l’autonomia esistenziale; questo perché (è cosa nota) l’autonomia esistenziale è da intendere solo come una conquista ermetica.

Questo programma innovativo involuto, prevede la scientifica distruzione del singolo per poter instaurare il dominio dei pochi sui molti.

Proprio ciò attuò il primo cattolicesimo, cristallizzando il valore del singolo nell’archetipo (completamente falsato) del Cristo, inteso essere l’incarnazione dolorosa e amorevole del cruento emblema sacrificale, come unico esempio redentivo, al cui inimitabile patimento sovraumano tutto il gregge avrebbe dovuto riferirsi, peraltro, non senza confidare nell’indispensabile mediazione istituita nella preposta gerarchia di riferimento: Clero (vampiri talari).

Questi sono i fatti che la gran massa delle pecorelle timorate sono secoli che si ostina a non voler comprendere, preferendo lasciarsi tosare e abusare piuttosto che assumere una matura consapevolezza del proprio ruolo meta-dimensionale e meta-storico.

Oggi, la Grande Chiesa dopo aver intronato in Vaticano il 4 ottobre 2019 la Pachamama (equivalente alla cosiddetta Anima Mundi) a 750 giorni di distanza (7+5 = 12) eccola intronare metaforicamente anche l’Intelligenza Artificiale, dopo averne più volte già espresso l’ammirazione e che, di fatto, considera come ultima e legittima guida (ottenebrata) del povero uomo nuovo: l’impoverito uomo-nuovo, ulteriormente cablato alla verità artificiale (transumanesimo).

Da notare come nella foto sia dato eccezionale risalto alla conformazione architettonica della piazza, appositamente concepita come espressione di Tenaglia che cinge il corpo radunato dei fedeli. L'ideazione di tale emblematica Tenaglia oggi è perfettamente traslata al senso stesso della nuova Stretta Digitalizzata o Tenaglia Cibernetica o anche Stretta Sperimentale sull'uomo ultimo (sua ulteriore mutazione antrpologica involuta al significato della sua più categorica automazione = cristallizzazione dell'Anima Mundi).

 

Tali eventi simbolici, peraltro, si svolgono in Roma, che è la Mererix Magna (Matrix Eccelsa) in cui s’è compiuto duemila anni fa il Mistero d’Iniquità e che adesso, al culmine dei tempi, l’attuale Papa ha il compito di rivelare e legittimare pienamente sotto la luce del falso sole.

Cosa afferma a gran voce questo Papa? La devozione rivolta ai molti, la sanificazione artefatta dei molti (sanificazione mediata da una soluzione industriale).




La devozione rivolta ai molti (di cui, nella dottrina menzognera, è espressione emblematica Beati i poveri di spirito) è l’espediente demagogico magnificamente oppressivo di ogni potere assolutista (lasciate che le moltitudini accorrano a me) ma di questa evidenza la Massa non può accorgersi, perché nella società moderna essa nasce già amorfa e il Potere gioca davvero a mani basse con questa umanità dementizzata e condizionata nella paura.

Dobbiamo essere consapevoli che per questa società il GREEN PASS è un dato di fatto irreversibile.

Esso potrà mutare forma e nome, ma il suo principio di tracciamento formale è irreversibile e costituisce solo un primo strato del disumano rivestimento digitale con cui dovranno avvolgere l’uomo-nuovo, virtualmente incapace di dimensionare sé stesso al di fuori della logica massificante.

Dovremmo invece ritenere non esservi alcuna salvezza per i molti.

venerdì 15 ottobre 2021

Adorazione e stupefatto timore: brevi annotazioni sulla radice del sacro


 

Fasciandoti di emblematica fiamma avviati,

tra ombre portate alla tomba da un'insolita trappola di quiete

oltrepassando lo spazio di silenzio:

sospensione interposta tra la meraviglia del lampo

e il cupo fragore del tuono 

(Quaderni severiani, lido di Ladispoli ottobre 2021)

 

 

Proprio ora converge sul significato deteriore dei tempi anche l’accezione della segreta potenza insita nell’uomo, pronta ad essere recepita da ogni animo predisposto, sebbene tale recondita forza possa sembrare variamente umiliata dall’incalzare dell’innovazione più disumana.

Il suo preminente mistero comparisce inaspettatamente, infiammando la coscienza di un fulgore sovrastante la stessa radianza delle stelle e il cui senso profondo vive nelle stesse narrazioni epiche di ogni poema dell’antichità. 

La Commedia di Dante, ultimo tra essi, riferisce appunto del superamento di una prova immane, dell’oltrepassamento da parte dell’animo di abissali smarrimenti e molteplici afflizioni, i cui esiti ultimi convergono alla realizzazione di un’arcana gioia celestiale.

Dante afferma non esservi altro fondamento nel mondo se non la questione morale, (intesa essere come Vir ieratica) per la quale la politica e il sociale possono solo costituirne gli eventi succedanei, divenendo altrimenti i pretesti di ulteriori sviamenti di senso.

Nel Poema la Grazia, che è personificata da Lucia, (il cui nome è attinente alla luminosità emblematica) accoglie nella propria comprensione/radianza, ravvolta in sé come fosse ventre iridescente, la gestazione dell’animo iniziato al vero e che giunto al termine dell’incubazione simbolica (ri)nasce alla segreta trascendenza.



La Mirabile Visione è inesprimibile, Dante dichiara appunto come inspiegabile l’ascensione ad opera della Grazia tenacemente congiunta alla Volontà, (volontà ermetica di cui è emblema Virgilio) il cui fondamento ieratico è ordinato mediante la finzione poetica e la cui eminente intuizione accade nell’incipiente oscurità, come un lampo lumeggiante la bella veste della verità di cui è rivestita la filosofia.

L’unica potenza rivelativa è l’etica poetica, che dirada le caligini addensate sull’intelletto altrimenti destinato a invischiarsi ulteriormente nei motivi dell’incubo energetico governante ogni relazione nella presente manifestazione. 

Con ogni evidenza, il nostro tempo sembra senz’altro essere destinato ad amplificare la distorsione di tale incubo energetico.

 

Il richiamo al Veltro presente nella Commedia, costituisce il richiamo al metaforico principio eroico-solare.

Eroe è parola contenente in sé l’Estros-Eros, in essa è insito il senso del Furor (Furor evangelico) che è proprio ad ogni coscienza, dolorosamente avviata lungo un difficoltoso percorso di penosa redenzione poetica: intesa essere come la sola e autentica indipendenza che l’uomo possa concretizzare  nella presente dimensione e, quand’anche fosse eccellentemente conseguita, costituirebbe in ogni caso un’infinitesimale anticipazione di condizioni e stati maggiormente puri dell’essere 

(poesia qui intesa come massima espressione del Vir e costituente con essa una inscindibile unità).

La Vir ieratica è la fiamma sapienziale in Dante.

 

Ieròs vale forte, vigoroso, e per estensione divino, sacro, ma per ottenere cognizione alta del valore sacro, in cosa esso consista, occorre vagliare, appunto con intelletto sano, l’inaudita interferenza che da tempo immemore s’interpone tra la nostra aspirazione emancipatoria e la tenacia demiurgica del falso dio che perpetra lo straordinario inganno ancestrale entro il quale siamo coinvolti e nel quale Adamo stesso fu plasmato, aprendo gli occhi stupefatti nel prodigioso abbaglio archetipico.

In origine la parola ieròs significò ciò che è guizzante e sussultante, divenendo poi epiteto di sacro, proprio per il fatto che le vittime rituali, offerte al piacere di Dio, si dibattevano quand’erano scannate al momento del solenne sacrificio.

Il sacro, pertanto, è originariamente associato all’agonia della creatura immolata alla mutevole Entità definita Dio, ovvero, il sacro è congiunto alla malevola interferenza costituendone, in un certo senso, l’occasione magica per la quale è attuata la misterica trasmutazione - connessa alla deviazione stessa -  dell’energia vitale convogliata nella liturgia che la elabora in quintessenza potabile per le entità di riferimento.

Vale accennare al fatto che la religione romana antica non possedeva né libri sacri né dogmi, non conosceva né forme di catechismo né sermoni ispirati da sistemi teologici ben definiti ed era priva del concetto di rivelazione divina; a nessuna carica sacerdotale, inoltre, era riconosciuta l’autorità per intervenire sull’insieme delle pratiche cultuali di Roma e del mondo romano.

Si trattava pertanto di una forma religiosa fondata sul rispetto dei gesti e delle azioni che regolavano le varie manifestazioni rituali (ortoprassi) e non sul concetto dell’ortodossia.

I sacrifici, secondo il rito romano, come i voti per la salute del principe o il sacrificio agli Dèi, o i sacrifici secondo il rito greco come gli olocausti e le pratiche sacrificali all’interno dei ludi, gli stessi sacrifici domestici legati al lavoro nei campi, oppure connessi ai banchetti funebri e alla celebrazione del ricordo dei defunti e, infine, le questioni pratiche insite nel sacrificio come quello della macelleria, richiedevano un distacco esemplare da parte dell’officiante, i cui gesti dovevano rivelarsi come puntuali e impeccabili in modo da garantire le norme regolanti il dialogo costante con il sovra-mondo.

L’obbligo rituale, le sue specifiche modalità accordavano il sistema divino con la realtà terrestre, a costituire l’essenza di quella che è definita la spiritualità romana, senz’altro sopravvalutata da una certa esegetica tradizionalista, la quale non tiene affatto in conto dell’azione malevola dell’interferenza ancestrale che da sempre controlla, manipolandola, la disposizione coscienziale dell’uomo.

 

Sacralizzare l’energia, mediante una composita liturgia del dolore, è l’essenza del Rito sacrificale, il quale, (la storia dimostra) non emancipa affatto l’uomo dall’inganno atavico, ma ne conferma l’appartenenza esclusiva mediante precisi vincoli misterici, che assicurano l’identità umana ai motivi più irrimediabili della sua distorsione ancestrale: in ciò è confermata l’estasiata e colpevole dipendenza dell’uomo nei confronti del suo Creatore, che rimane a lui ostinatamente vincolato così come il fiore, profondamente innestato su fameliche radici, rimane avvinto alla radianza del sole.

Nella confessione di ogni fede menzognera, incentrata sull’idea di debito e sacrificio tributato al dio o dèi creatori, e, in particolar modo, qui in Occidente è la confessione di fede professata nel cattolicesimo il cui concetto di sacrificio divino è stato mutuato dai cruenti culti orfico-dionisiaci, culmina nell’agonia del martirizzato Figlio di Dio, nei suoi tremiti convulsi che ne anticipano la morte redentiva. 

Il Salvatore, agonizzante sulla croce per volere del Padre, garantisce non già la redenzione delle colpe degli uomini, ma la conferma dell’immane debito eterico da loro contratto nei confronti del loro inflessibile Creatore.

La Sua insondabile verità misterica di dolore è incentrata sui motivi dell'atroce supplizio, risolto nell’evento della morte e resurrezione, (resurrezione che il Credo specifica essere anche della carne) e che restituisce interamente la frequenza anima al suo Creatore; il cui eminente motivo liturgico altro non dimostra se non la prodigiosa precisione con cui è ordinata la trappola frattale infinita (qui è cattolicesimo, in India è l’Induismo - religione sapiente ma che indubbiamente costituisce anche il cuore stesso della contraffazione mistica).

Qui giungiamo allineffabile sentimento del Sacro.

L’orrore più eccelso è l’orrore sacro: lorrore più estremo è appunto qualificato come sacro. 

La colpa dell’uomo consiste nella sua sostanziale incapacità di ravvedersi dall’inganno più remoto, che sussiste come fosse sapientemente nascosto nella sua stessa ombra.

Sacer è ciò che appartiene al dio.

Sacrum indica la sfera di ciò che ha riferimento col dio, publicum indica la sfera dei rapporti fra gli uomini nell’ambito della collettività e della sua organizzazione: i due piani si integrano fra di loro intersecandosi e il piano dei rapporti fra gli uomini può essere considerato solamente alla luce del progetto ancestrale che regola i rapporti fra uomo e dio.

L’uomo implora timorato il perdono per la sua malvagità, dimenticando che tale principio di crudeltà gli è stato inizialmente insufflato dal grave soffio del suo contraddittorio creatore.

Al momento di animare il bamboccio di argilla, il carceriere carnefice, che è il Demiurgo omicida altrimenti conosciuto come Yahweh, rese malleabile l’impasto terrigno che formava Adamo con l’acqua paludosa del Timore, diluendola ulteriormente a quella più pura scaturita dalla Fonte della Meraviglia: da quel tempo ancestrale quale tragedia inaudita scorre latente nelle vene dell’uomo!  

 

 

mercoledì 13 ottobre 2021

Del valore profetico o l'essenza del messaggio di Dante, perennemente attuale e prevalentemente ancora taciuto a 700 anni dalla sua morte





…e tutta la terra meravigliata andò dietro la Bestia e adorarono il Dragone perché aveva dato il potere alla Bestia e adorarono la Bestia…Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte.

Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome.

Qui sta la sapienza.

Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.

(Apocalisse 14: 9-11)









 

Green Pass = involuzione identitaria programmata o definitivo avvio della categorica automazione dell’uomo, che vale come l’ulteriore avanzamento della sua mutazione antropologica involuta equivalente alla sottomissione dell’intelligenza viva alla sua replica spettrale costituita dall’intelligenza artificiale

Saldare l’identità ad un codice identificativo digitalizzato equivale a ordinare una società costruita a modello alveare cibernetico dove la funzione che nel mondo naturale assolve la Regina qui è realizzata dall’A.I. per la quale l’individuo concepito come prodotto (essenzialmente di scarto) di un sistema completamente industrializzato e gestito dalla preordinazione algoritmica

Le implicazioni etiche sono inaudite e massimamente ignorate dalla cosiddetta Massa, ormai assuefatta alla propaganda tecno-pseudo sanitaria

 

Il nostro Paese è l’unico in Occidente ad applicare una tale aberrante normativa, ma ciò non è affatto casuale, poiché storicamente è stato proprio qui coniato il significato di Humanitas e di Umanesimo, di Rinascenza.

In terra Italica ha culminato, nel presente Ciclo, l’idea di Stirpe, intendendo per essa non una qualità meramente etnografica ma, bensì, per Stirpe, qui è ulteriormente specificata la distinzione spirituale delle doti (ormai dissolte) autenticamente creative e appartenenti ad una sintesi meta-concettuale, realmente superiore al dominio stabilito dalla sola legge di necessità in cui, invece, la cosiddetta innovazione intende confinarci categoricamente avvalendosi di laboriosi espedienti.

Ciò accade perché secondo l’aberrante visione transumanista, il sopravvivente barlume geniale dell’uomo va categoricamente annientato.


Chiunque avverta la necessità interiore di rifiutare la logica del Green Pass, consapevolmente o meno, attinge a tale eredità, propriamente spirituale, simbolicamente virile e solare. 

Noi stessi patiamo costantemente l’intima attrazione verso l’abisso delle Ere in cui incessantemente sprofonda il dissidio dell’origine e dove alberga la sua stessa luce.

Le coordinate celesti, devotamente scrutate dai popoli più antichi, circoscrivono il momento dell’avvenuta Rivelazione, che è la metaforica indicazione dell’uscita dal multiforme labirinto cosmico.

Così come nel fiore i petali circondano la corolla, analogamente i raggi del cerchio stellare convergono istantaneamente sul prisma invisibile dell’animo, centrandone la manifestazione cosciente nella sua facoltà di riconoscersi come essenza di Puro Spirito, per il quale è fondamentale l’esercizio della perfetta vigilanza interiore (sua veggenza) ridestata al maggior senso esistenziale.

L’uomo cosiddetto ordinario, in questa ultima perentoria ordinazione digitalizzata (che equivale al suo definitivo appiattimento esistenziale) invece, è decretato a incarnare l’evidenza solo avvilente di un volgare ente periferico e sperimentale impossibilitato a determinare sé stesso al di fuori di un’attuazione artificiosamente programmata.

L’ideazione cristica celebrata nella Commedia, non costituisce un mero esercizio di bello stile ma, in realtà, informa ogni animo recettivo che il suo sentire interiore è coincidente col significato maggiormente puro appartenente alla cosiddetta Tradizione - essenzialità nobilmente tragica del suo nucleo poetico - equivalente alla dimensione rivelativa di una lucida estasi che lo scientismo attuale intende corrodere.


Il principio relativista tecnocratico obbliga ad una attenzione-comprensione sterile e completamente svirilizzata della realtà, che intende incardinare su rispondenze solo meccaniche e bassamente strumentali.

Il dominio industriale, avendo meccanizzato il tempo ha soffocato nella monotona ripetizione dell’attimo l’autentica ispirazione-purezza, che sola ravviva la verità insita nell’istante e realizzata mediante la perfetta vigilanza del cuore: sarebbe davvero imminente il momento in cui non potrà esservi alcun compromesso possibile con il categorico principio di automazione a cui intendono obbligare l’uomo.



L’unica condizione esistenziale ammissibile per l’uomo coincide al libero esercizio della sua propria determinazione/disciplina immaginale, esemplarmente contenuta nel nucleo poetico della Tradizione, e, nello specifico, qui mi riferisco nell’esempio testimoniato da Dante, il quale informa nella sua opera che tale nucleo poetico è l’unico principio valevole a dignificare l’esistenza.

Non è la sottomissione indistinta a realizzare l’uomo ma l’esercizio/sacrificio (iniziatico) volto ad affermare l’autonomia di giudizio ispirato/vincolato al principio etico superiore, coincidente alla autodeterminazione del suo proprio volere metafisico (indiamento)

Volere cosa? la fondamentale ispirazione atta a rinvigorire la forza interiore per sostenere l’impegno costante che tale esercizio svolto dentro sé stessi richiede e il cui fine prevede il transumanare: infuturarsi nell'assurdo splendore spirituale: come unica e legittima aspirazione perenne e antitetica alla direzione declinante cui oggi intende obbligarci il satanico transumanesimo.



L' immagine di un parametro sperimentale che sembra costituire anche la perfetta metafora della nuova realtà in cui intendono calare l'identità umana


La catarsi, il risveglio da un tale incubo innovativo è possibile, ma consiste in una pura conquista interiore, dirigendo la comprensione oltre l’inganno percettivo/emotivo che innanzitutto noi rappresentiamo a noi stessi.

Adesso la dominante dimensione tecnologica, volendo attuare la "nuda immedesimazione" nella sola replica strumentale del dato biologico, tristemente funzionale alla sua mera sopravvivenza energetico-algebrica, di fatto, confinando la conservazione ad un parametro di valori solo spettrali; ciò realizza l’aberrante realtà di nuovo inferno cibernetico, dal quale possiamo sottrarci solo in qualità di Spirito e non immedesimati come identità solo psichiche.

Praticamente si tratta di risolvere una sorta di Rebus alchimico-esistenziale, travalicando le ordinarie funzioni meramente intellettive.

 

 

 

 

 

martedì 12 ottobre 2021

L’aspetto oscuro dell’Eden, primigenio laboratorio di Dio


 

State all’erta che nessuno vi inganni con le parole: “Vedete qui” o “Vedete là”.

Il Figlio dell’uomo è infatti dentro di voi. Seguitelo! Chi lo cerca lo trova.

(Vangelo gnostico di Maria)

 

L’archetipo, benché ostinatamente enigmatico, è infallibile, risalirne il flusso ordinante le dinamiche dell’immane illusione concreta che è la vita richiede enorme tenacia e robusto sovra-senso.

Nessun altro compito dovrà adempiere la coscienza che ricerca l’assurdità del vero, pena la sua eterna mortificazione nell’evidenza razionale della menzogna.

 

Qui annoto, assai sinteticamente quanto imperfettamente, alcuni frammenti intuitivi inerenti l’inconcepibile origine.

Sono consapevole che le ghematrie, (fanno notare gli esegeti) vanno soprattutto utilizzate al termine di determinati ragionamenti e spiegazioni, come conferma e rafforzamento di determinate intuizioni.

Tali calcoli possono rivelarsi come utili strumenti d’indagine, poiché stimolano le funzioni intuitive dell’intelletto.

Una serie di corrispondenze numeriche può far balzare agli occhi la possibilità di correlare punti che a prima vista sembravano molto lontani, sebbene in seguito è necessario trovare elementi dottrinali a conferma di tali intuizioni, che considerate da sole non proverebbero ancora nulla.


La parola Laboratorio, in gematria, esprime valore 119, che vale sequenza 11/9, la cui impronta energetica originaria sottende alla tormentata relazione dello Spirito con Dio/Demiurgo, artefice ancestrale dello straordinario luogo di reclusione percettiva meta-dimensionale in cui ci troviamo.

11/9 è il paradigmatico riferimento alla prima manomissione archetipica subita dall’essenza geniale che servì ad animare l’impasto dell’Adamo; modellato con cura dal Demiurgo e i suoi aiutanti nel Giardino dell’Eden.

Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza… (Gen 1,26-27)


Giardino in gematria vale 74 = 11

Eden vale 27 = 9

Emergenza Primigenia: Sigillo 11/9

Laboratorio, pertanto, non sarebbe casuale che esprima valore 119

 

Paradiso è il luogo ancestrale in cui fu elaborato l’esperimento uomo.


Il fatidico 11/9 rivela la connessione misterica dello Spirito il cui valore gematrico è 11 e Anima il cui valore gematrico è 9: una relazione originariamente connessa ai misteri dell’Eden.

11/9 è il riferimento emergenziale cardine sul quale negli ultimi secoli tanti drammatici eventi chiave sono stati preordinati.

Non sarebbe affatto peregrino richiamare qui il significato simbolico della scadenza della carta d’identità di Neo nel film Matrix: pellicola del 1999 1+9+9+9 = 10/1 10/1 10/1 sequenza binaria equivalente al triplice mistero ribadito nel dogma (Uno e Trino).



Il nome Adamo esprime valore 5

Il nome Neo esprime valore 5 (11/09/2001 = 5, è la data emblematica in cui avviene l'ulteriore scadimento identitario dell'uomo: una parabola emergenziale culminante nel quinquennio 2020/2025)

Paradiso equivale a 7

Matrix equivale a 7

Inferno è 77 

 

Il Giardino dell’Eden, che è il Paradiso, dalla greca paradeisos, dallo zendico pairi-daeza e che, appunto, vale recinto esprime il medesimo valore numerico di Matrix = Matrice, recinzione elettromagnetica o gabbia di frequenze di cui il nostro stesso corpo è costituito. 

La stessa potenza coesiva dell’Anima Mundi (emblematizzata dalla confessione della fede menzognera nella significativa icona della Mater Dolorosa) informa l’antenna biologica DNA ricevente le onde di forma contenute nelle radianze dello spettro solare.



Esperimento Uomo, due parole di valore 77 (cifra speculare che esprime anche il valore gematrico della parola Inferno).


Paradeisos è invece parola con riduzione gematrica 3


Recinto corrisponde a 8

8+3 = 11

8 è il numero emblematico di Saturno e la parola Demiurgo esprime valore gematrico 88

 

Saturno esprime tale valore: tre lettere Sat equivalgono a 38 e 3+8 = 11 e quattro lettere Urno valgono 64 e 6+4 = 10/1 

 

Successivamente all’evento della Caduta è avviato il Tempo.

 

Tempo ha valore 65 = 11 a conferma sequenza 1 0 - 1 1

 

Valore gematrico di Saturno è 38+64 = 102 che equivale a 12 riferito alla sua specifica identità di gemello oscuro del sole.

Il sole reca il numero 84 (e 8 è contrassegno di Saturno) nel valore gematrico sole, che è 8+4 = 12

12 è anche il valore della parola Caduta espresso come 309

Sole è 12 e Saturno 102 = 12 e il loro valore sommato equivale a 24, ovvero 2+4 = 6 impronta esagono vibrazionale replica frattale infinita.

6 è appunto il numero della creazione.

 

Sole/Saturno sarebbero gli emblematici Signori della trappola percettiva duale, poiché 12, suo valore gematrico, sommato a 8 che è il numero simbolo di Saturno equivale a 12+8 = 20 che è appunto 2

Dimensione Duale due parole che non a caso confermano il valore gematrico 143 = 8

Valore delle due parole: Sigillo/Ombra è 8

Demiurgo, il cui valore è 88 (numero riflesso in sé stesso) equivale a 8+8 = 16 che è 1+6 = 7


Cosmo ha valore gematrico 7


La parola Inganno ha valore 70 = 7


Reclusione ha valore 115, che vale 1+1+5 = 7


Paradiso è 7


Inferno è 77


Reclusione è una parola che esprime valore 115

Tale cifra, oltre che a realizzare la somma complessiva 7, vale anche e soprattutto come sequenza 11/5 = 55 che è 5+5 = 10/1

Uomo divinizzato ha medesimo valore 10/1

 

Il 115 che esprime la parola RECLUSIONE, in questo caso, vale come 1 rispecchiato nell’1: emblema dell’uno tragicamente riflesso in sé stesso, cui segue il valore 5, che è il simbolo del pentagono, risolto nell’ideazione dell’uomo.



Uomo: mutevole recluso della cangiante prigione cosmica duale, come intende il disegno dell’uomo Vitruviano; quello che ne eseguì Leonardo, se capovolto, nei pettorali rivela mimetizzate le teste di due putti che si baciano: come preciso riferimento emblematico alla natura duale dominata dalla potenza magnetica di Amor.



Amor ha valore gematrico 44, cifra speculare che è 8

Le sue tre manifestazioni Eros, Agape, Philia, insieme esprimono valore 136 che è 1+3+6 = 10/1 come conferma del potere attrattivo dell’Uno volto in sé stesso.

 

L’Uno volto in sé è l’Universo, urgenza che rispecchia in sé stessa la propria manifestazione infinita, imperfezione armonica suprema, emanata dal conio vibrazionale stabilito nel valore 6.

  

Il cosmo è il luogo della portentosa reclusione dello Spirito, la cui contraddittoria verità lucente è riferita nel vangelo gnostico di Tommaso l’Atleta, dove Gesù proferisce la frase:

la luce che è visibile, naturalmente, brilla per il vostro bene, in modo che voi non rimaniate in questo luogo, ma piuttosto che se ne possa uscirne

 

Inoltre:

 

 

Identità: è una parola a riduzione gematrica (79) che esprime valore 7

Digitale: ha valore (65) 6+5 = 11

Sequenza 7/11, ovvero, 77

Identità Digitale vale 77, esattamente come Inferno

Algoritmo sovrapposto all’uomo è 56, che è 5+6 = 11 come sigillo/ombra, contrapposto e perfettamente coincidente all’ultimo attacco, propriamente satanico, rivolto al mistero/valore dello Spirito, che anch’esso equivale a 11 così come 11 equivale al valore gematrico di Tempo, ricavato dalla cifra 245, in cui è celato l’indizio epocale nell’accostamento 2 al 45 ed è interessante notare come il 45 elevato alla seconda dia la somma 2025 la cui addizione equivale a 9, che indica il valore della potenza/anima, ma in tal caso, inquadrato nel contesto di riferimento attuale, va specificamente riferito all’intenzione di estremo controllo della potenza o ulteriore imbrigliamento dell’Anima Mundi che intendono saldare alle sequenze della preordinazione digitalizzata.

Triennio 2022 – 2025 non a caso è scelto per incrementare la stretta della morsa cibernetica sull’uomo, poiché la somma dei numeri delle due date equivale a 15 che è 1+5 = 6 numero che secondo la Bibbia rappresenta l’imperfezione, il peccato, il Male, così come esprime il valore della prova, del lavoro e specificamente dell’asservimento: nel nostro caso è asservimento all’Algoritmo (o almeno in tale direzione determinate forze intenderebbero agire).

La croce è testimonianza del patimento e della prova, emblematizza il cubo (altro emblema di Saturno) di sei facce aperte sul piano, a formare tale figurazione riferita all’impronta stessa del comando vibrazionale o esagono geometricamente formato da sei triangoli equilateri inscrivibili nel cerchio connesso alla nozione stessa di ciclo o replica frattale della reclusione infinita espressa in multipli di sei.

L’evento del 15/10/2021 è eminentemente simbolico, e va compreso come un vero e proprio rito di magia nera riferito al significato di progettazione-imitazione e ulteriore scadimento degli eventi. Un rito volto all’avvento della supremazia dell’Intelligenza Artificiale, equiparata alla satanica volontà meccanicista e sancita mediante la categorica introduzione dell’identità digitale.

Il 15 di ottobre (di questo anno non bisestile) è il periodo dell’anno in cui mancano appunto 77 giorni alla sua fine

Inferno esprime valore 77 

Il giorno in cui avviene la metaforica apertura delle porte infere è consacrata anche l’identità digitale (appunto sequenza 77) mediante la categorica estensione del Green Pass: e non è casuale che l’Italia sia l’unico Paese in Occidente ad applicare una misura tanto estrema.

Italia = Laboratorio a cielo aperto della nuova Strategia della Tensione ora sviluppata come Ingegneria Sociale – luogo fatale su cui verificare l’efficacia dellinnovativo condizionamento ipnotico - livello di assuefazione collettiva al disumano, che la propaganda efficacemente nasconde in suggestioni di paura, rassicurazioni fallaci alternate a bassi espedienti seduttivi. 

Tutto ciò, finora, ha dimostrato di funzionare alla grande.

 

 

 

 

domenica 10 ottobre 2021

La lotta per l’uomo tra luce e tenebre: l'interferenza delle entità e l'eggregora - importanti distinzioni di senso inerenti il personale lavoro interiore connesso al mistero del Graal


 

Meriti

Con straordinario stupore,

in un solo istante tornare libero e leggero intelletto,

che s’invola dissolvendo.

(Quaderni severiani, lido di Ladispoli, Ottobre 2021)

 

Le sfavillanti trame dell’animo, che rilegano poeticamente la coscienza all’unico principio valido su cui fonda il valore esistenziale ora sembrano irrimediabilmente disperse nella presente notte del mondo, dove l’uomo è smarrito come mai prima gli è accaduto nella vastità di nuove tenebre.

Ciò che deve essere chiaro una volta per tutte è che non si può dimensionare l’aldilà: non c’è cosiddetta salvezza per l’identità terrena. L’idea di salvezza dell’identità terrena culmina con il distorto pensiero transumanista.

Ogni dottrina di “salvezza”, ordinariamente intesa, struttura ancor più saldamente la consistenza dell’inaudita trappola percettiva in cui è recluso lo Spirito.

Per una coscienza che ricerca il vero, l’evento della morte coincide con il significato di una perfetta dissolvenza, idealmente connessa con le migliori aspirazioni al bene realizzate dai trapassati della perduta umanità che ci ha preceduto, snodando il nostro ultimo significato esistenziale lungo un disteso vincolo di dissolvenze che inabissano la coscienza nel dominio di ciò che è inesprimibile, pur elevandola in incognite vastità meta-dimensionali.

Ciò che permane come enigma maggiormente profondo è un nucleo iridescente, la perla ignea qui rivestita dell’essenziale menzogna che siamo, la cui gravità affonda nei baratri energetici della vorticosa creazione.

Non può esservi salvezza per la coscienza cosiddetta ordinaria - immedesimata nell'identità psichica mondana. 

Un convincimento di tale ipotetica sopravvivenza è solo intimo sviamento.

Spesso in questi appunti mi riferisco all’idea di Salvezza, ma per tale intendo la Salvezza propriamente emblematica e non certo la sopravvivenza della comune percezione identitaria, di ciò che nel consueto qui e ora riteniamo di essere, incastonati come ci troviamo nelle densità delle composite frequenze, più o meno alterate e che sono proprie della matrice cangiante.

Funzione della Matrice Cangiante o Anima Mundi è congiungere tenacemente ogni principio vitale da essa scaturito alla propria esigenza di perpetuo rinnovamento energetico, possa essere questo più o meno sottile.

La dimensione dell’Anima Mundi non è una ma molteplice, essa è la sensibile vastità del Labirinto percettivo altrimenti chiamato Cosmo.

In tal senso, la coscienza ricettacolo di ogni sentimento è il traduttore emotivo che trasla, rifonde, il quid energetico connesso ad ogni nostra gioia o afflizione, comprese per essere le intermedie occasioni immaginali, che costituiscono i veri e propri apporti nutritivi di campi vibrazionali sensibili diversamente detti eggregore.

Le eggregore (comunemente interpretate come forme pensiero – entità collettive – accumulatesi come vere e proprie nubi eteriche saturanti l’atmosfera delle differenti Ere del mondo (eggregore = difformi sorveglianti) interferenti con la psiche umana, la quale, mediante la nostra partecipazione emotiva immedesimata nella simulazione più superficiale dell’io sono, che ne amplifica ulteriormente le suggestioni di relazione generando multiple intersecazioni sottili con tali entità autonome d’influenza psichica, (appunto le eggregore) le quali, in ultimo, in un certo senso, costituiscono i serbatoi semiviventi in cui è trasformato/elaborato il nutrimento sottile destinato per le entità arcontiche.

Noi secerniamo il nutrimento per le entità che da sempre ci aggiogano a determinate suggestioni.

Le nostre continue partecipazioni emotive incentrate sull'io volgare, (ego vorace) in un certo senso, impollinano di continuo le spaventose e abbaglianti fioriture energetico-emotive da cui è ricavato l’amaro fortore vibrazionale di cui si nutrono le entità.

Queste non attingono direttamente all’uomo, ma i differenti strati vibrazionali della realtà sono strutturati affinché le emozioni esalino da noi come vapore invisibile condensato negli strati maggiormente sottili della presente manifestazione. 

In queste inaudite rarefazioni si connette la stessa azione magica, qui intesa come preordinazione degli eventi connessi a date (sincronicità calendariali) e simboli specifici di riferimento.

Agire nel profondo di sé stessi mediante una pura disciplina immaginativa, e immaginazione dalla = imum-ago vale l’azione pienamente conscia dentro sé stessi attuata mediante rappresentazioni volte alla purificazione interiore.

Il termine è composto dall’aggettivo latino imus (fondo, basso) e dal verbo agere (agire, guidare), ed esprime una specifica azione interiore, svolta nelle profondità dell’essere.

Tale facoltà è altrimenti detta facoltà creatrice in quanto le proiezioni immaginali da essa generate sono il risultato di una combinazione consapevole di elementi astratti ma non astrusi.

Il poeta Arturo Onofri fornì la più attinente definizione del termine Immaginazione: immaginazione alchemica. Immaginare, che è, appunto la imum ago, che vale imago = agisco, opero per imum, dunque, agisco nelle profondità psichiche, volendo oltrepassare lo psichico per intuire il meta-psichico.

 

 


È da simili profondità emblematiche, emergendo fugacemente sull’evidenza energetica di urgenze multiple sospinte da correnti davvero folli, come nel mare la schiuma appare sulla cresta delle onde per poi nuovamente svanire così ugualmente la coscienza affiora sull’evidenza della necessità, da cui subito è nuovamente sommersa.

L’indizio maggiormente veritiero della forza vitale che è propria alla tensione poetica, (che è l’unico principio di potenza nell’uomo) è tale in quanto la sua intuizione superiore agisce sulla coscienza fornendo allo Spirito ancora incarnato e avvolto dall’anima, l’occasione intuitiva per sottrarsi (seppur momentaneamente) dal vortice degli eventi.

In questo senso l’arte e la poesia, tradizionalmente intese, non sono affatto creatrici di vita, come comunemente si usa dire, ma, concretizzano la potenza intuitiva (propriamente immaginale)  richiamando la quintessenza della vita al di fuori di sé stessa: straordinaria comprensione sovracoscenziale realizzata nella gravità materiale.

Non occorrono complicate elucubrazioni teoriche, buone solo a sostenere la diabolica menzogna della cosiddetta arte contemporanea concettuale = priva di effettiva realtà.

La poesia integrale coincide al senso di una vera e propria interiore Apocalisse di luce, questo perché:

(gli Arconti) allorché si accorsero che egli (l’uomo) splendeva…lo presero e lo gettarono nella regione più bassa di tutta la materia…

(Apocrifo di Giovanni, 20,35)

In questa materia lo Spirito ottiene definizione di sé stesso immergendosi con rinnovata cognizione nei motivi che addensano l’illusione concreta della realtà, non rifuggendola ma agendo mediante una specifica grammatica operativa, in virtù della quale è possibile riferirsi ad una intelligenza mistica della materia e, in tale assurdo sottinteso - definito da Henry Corbin come mundus imaginalis - è realizzata la piattaforma operativa in cui è dimensionata la regione intermedia tra corpo e spirito, in cui avviene la comunione tra sensibile e intellegibile, unico frangente in cui la materia è trasmutata nel suo massimo grado di nobiltà, (arte) e in cui l’operante (artefice) giunto al culmine della sua esperienza terrena anticipa veridicamente a sé stesso il conseguimento di ulteriori condizioni realizzative dell’essere, completamente svincolato dall’immedesimazione ordinaria costituita dalla personalità terrena, (ego) attuando in ciò l’esito maggiormente felice dell’opportuna pratica immaginativa, ovvero, ciò che la sapienza riferisce come la spiritualizzazione dei corpi e la corporificazione degli spiriti.



Nelle differenti tradizioni sacre, troviamo la costante di una tripartizione della realtà in tre dimensioni o luoghi emblematici, presenti contemporaneamente ma operativamente distinguibili (la cui percezione o cognizione varia a seconda di come possa modificarsi lo stato di coscienza).

 

 




Tempio - Tempo - Ponte – Portale - Ordine: qui dobbiamo sostare, rivolgendo al meglio tali accezioni

 

Tempio: originariamente è una porzione di cielo o di campo nel quale era ricavata una separazione di spazio immaginario tracciato dal Vate o dall’Augure con la sua bacchetta alfine di ricavare in tale limite gli indizi dei presagi fausti o nefasti, ma Tempio è innanzitutto il valore simbolico interiore

Tempo: è una qualità (frequenza variabile) edificante e dissolvente

Portale: è innanzitutto un passaggio dimensionale

Ordine è Disciplina: interiore, personale e segretamente ispirata ad un senso propriamente superiore del divenire.

Disciplina vale come coordinazione dell’Entusiasmo.

Entusiasmo ha la rad. thu-àzo, letteralmente vale sono in furore ed è èn-theos: divinamente ispirato e tale condizione metaforica nulla c’entra con l’essere esposto alle invisibili interferenze metadimensionali.

thu-àzo (in gematria 10/1) qui inteso come la capacità di ricondursi all’integrità emblematica dell’ineffabile Uno/Spirito.

Spirito esprime valore 11, Anima 9 e Dio è 9 e Tempo vale 11.

 

La suggestione dominante attuale è propriamente corrosiva della psiche (pop-ipnosi) determina nell’uomo una deleteria sostituzione identitaria, ciò è possibile perché per decenni è stato compiuto un vero e proprio condizionamento subliminale massivo (pop-ipnosi realizza la capacità d’influenza della Dominazione Industriale: il cui presupposto è distruttivo della poesia e dell’autentica arte)

Contrapposizione della realtà duale: èn-theos ha valore gematrico 5, equivalente al motivo della edificazione pentagonale geometricamente connessa al Ciclo universale, struttura del dodecaedro, la quale è sì prigione percettiva, ma pervasa di una pura volontà di riscatto, mentre invece Dominazione Industriale sono due parole sempre di valore 5, compreso come progettazione laboriosa ma sostanzialmente mortificante. 

5 contrapposto a 5 rivelazione della realtà duale che è il 212 (sempre 5) portato dal valore gematrico di Prigione Percettiva che ne dà la conferma. Pop-ipnosi ha valore 122 = 5.

Ugualmente, il giro/ciclo ipnotico o Ruota delle esistenze detta Samsara esprime valore 5, ricavato dalla somma gematrica 6 (equivalente all’emanazione impronta vibrazionale) e 8 (6+8 = 14 che è 1+4 = 5)

In questa prodigiosa trappola frattale che è la totalità del Cosmo, l’animo sperimenta le sue inaudite contraddizioni esistenziali e l’Arte lo soccorre, ingegnandosi a consacrare la propria dannazione infinita, (sublimazione poetica intesa come fulmineo ma significativo pretesto intuitivo) come occasione di elevazione dalla propria finitezza mortale, che è inesorabilmente avvinta alla necessità energetica.

Occorre accrescere una determinata consapevolezza per poi poter superare definitivamente il ciclo delle esistenze infinite.

Attualmente, ci troviamo nel cuore della simbolica ora notturnanotte dei tempi – in cui molte sono le coscienze penosamente addormentate e che ristagnano dentro le pozze oniriche di un triste incantesimo.

L’ora dell’Avvento Rivelativo (un puro evento interiore) è concepito nel grembo dell’istante eterno.

È proprio questa la simbolica ora rappresentativa dell’enigma maggiormente doloroso connesso all’eminente Mistero del Tempo.

(Mistero in gematria è 99, numero specchio della potenza emblematicamente riflessa in sé stessa e la cui somma restituisce il proprio valore integro: 18 equivale a 1+8 = 9 e Tempo è 11)

In questa Era trova idonea connessione simbolica l'Ora evangelica maggiormente cupa, specificata essere appunto l’undicesima, (menzionata in Mt. 20, 1-16) e propriamente riferita ai misteri dello Spirito: in cui è imminente l’attuazione del rappresentativo evento persecutorio.

Così è intesa, nell’attesa della penetrante e severa meditazione cristiana, (svincolata dal credo dogmatico) l’ora notturna dei tempi riferita nell’episodio dell’Orto degli Ulivi.

La valle dei Getsemani (detta anche orto degli Ulivi) divenne luogo riflettente il cielo stellato che tornò ad essere, una volta ancora all’interno dell’immensa ruota delle Ere, il motivo anticipatorio di una profonda agonia da cui lo Spirito dovrà riemergere vittorioso sulla prodigiosa illusione concreta in cui è precipitato.

In tal senso, il simbolo Cristo realizza la conferma (Ri-velazione) del sempiterno dialogo ascetico tra l’uomo e l’ineffabile, attuando la profetica convergenza ardente dell’intenzione connessa ai raggi mistici sprigionati dall’inudibile e interiore appello trascendente, intendendo per esso oltrepassare la rigorosa geometria del recinto celeste; disserrando i chiavistelli astrali della sua reclusione, altrimenti infinita.

Questo riferisce l’emblematico insegnamento: di avvalersi della propria risoluta volontà (esclusivamente riferita ad un principio superiore interno al mistero dell’uomo) oltrepassando il maestoso cerchio zodiacale delle Ere, oltre il quale eccelle la preesistente verità; sovra universale e ultramondana.

Tale mistero, abissalmente internato nella costituzione spirituale dell’uomo, è quello medesimo del Graal; sopravvivente i domini dell’anima stessa.

(Storicamente la narrazione mitica del Graal si diffonde contemporaneamente all’introduzione del Canone Liturgico della transustanziazione – sec XII – equivalente alla consacrazione dell’Ostia da parte dell’officiante del culto, il cui potere era esclusivamente concesso dalla gerarchia ecclesiastica di riferimento, rigidamente vincolata al Dogma.

Invece, il significato iniziatico della Cerca del Graal, quasi manifestandosi come legittima reazione immaginale ispirata al cristianesimo originario, è contrapposto all’ulteriore stretta esercitata dall’ordinamento dogmatico.

La Cerca del Graal è l’impresa che coinvolge ogni animo svincolato da obblighi di subalternità che altri non siano se non la sua stessa dimensione etica, volta al dissolvimento dell’io volgare e che, dunque, ricerca il proprio principio divinizzante (di cui è simbolo la cosiddetta Coscienza Cristica) senza dover sottostare a intermediazioni di sorta, fronteggiando le molteplici difficoltà solo con sé, ma non separato dall’intuizione superiore che lo guida rinnovandone le forze attraverso le prove continue che deve superare.

In questo la mitologia graalica si riconnette ai motivi originari del cristianesimo, prima che questo degenerasse confluendo nell’ordinamento cattolico voluto da Costantino imperatore dopo il Consiglio di Nicea del 325, che ha stravolto il senso della Rivelazione originaria trasformando il cristianesimo in una drammatica caricatura devozionale, dove le diverse figure carismatiche del Credo mimetizzano la devozione al multiforme demiurgo omicida, sottomettendo la coscienza ai motivi della sua predazione infinita. Come bene intesero gli antichi gnostici, ultimi testimoni dell’autentico cristianesimo, la contraffazione cattolica (religione menzognera) falsificando le ragioni della primitiva aspirazione di Salvezza insita nell’uomo, mediante raffinate tattiche di paure commiste a suadenti persuasioni, attrae la buonafede delle anime nei motivi maggiormente atroci della loro predazione infinita.