martedì 13 febbraio 2018

Breve riflessione sul valore iniziatico


“La bellezza della carne, la bellezza spirituale, tutto ciò che concerne la bellezza nasce solo dall'ignoranza e dalle tenebre.”
(Yukio Mishima: “La decomposizione dell'angelo”)  
Plutarco asseriva che il mondo è un tempio santissimo. Egli maturò tale considerazione elettiva attingendo l’intuizione anche dall’insegnamento di Aristotele, il quale specificava che il primo effetto dell’iniziazione eleusina non consisteva nell’ottenere una qualsiasi forma di conoscenza, che, per quanto approfondita potesse rivelarsi, sarebbe in ogni caso destinata ad essere principalmente mediata dalla ragione e, dunque, inevitabilmente circoscritta all’ambito ordinario della sola logica i cui enunciati, per quanto articolati possano mostrarsi, in definitiva, realizzano nulla di più che un’ordinaria esperienza di apprendimento.
Invece, secondo la considerazione dello Stagirita, l’iniziazione realizzata nel tempio mistico del mondo, non va considerata come una forma di conoscenza, ma, al contrario, i suoi effetti immediati consistono in un preminente scotimento interiore, (illuminazione intima) che realizza la più vivida impressione inerente il sentimento di una trepidazione reverenziale (timore misto a stupore) e di ammonizione, intesa essere il preavvertimento stesso del mistero supremo dell’essere; di cui generalmente la nostra coscienza è l’inconsapevole custode.
Il nucleo dell’essenza umana e'
costituito dall’invisibilità, che a sua volta cela l’invisibile dimensione ignota dove agisce una preminente sensibilita', su cui è segretamente ‘innestato’ l’equivoco dell’ego: un ‘vortice emozionale’ variamente cangiante.
Impiantato sulle ineffabili attitudini dell’originaria coscienza incorrotta, l’ego non appartiene a domini cosiddetti inferiori, solo terreni, la sua natura non è solo ‘bassa’, ma predisposta per interagire anche con piani non comunemente dati della realtà. 
Le coeve dimensioni invisibili costituiscono la sua prima dimora, e proprio in questi rarefatti e falsati territori onirici, mediante una continua corruzione dell’incanto, intenderebbe trascinarci mantenendoci nell’orbita di una perenne dispersione di senso.
Secondo la visione gnostica, l’uomo, smarrito delle proprie origini, vorticando nel labirinto degli eoni insegue senza tregua i motivi fantasmagorici di pulsioni e desideri che sono dolorose allegorie di rivelati alterati, – propriamente larvali –  scaturiti nell’incomprensione di remotissime idealità straordinariamente integre e preesistenti alla manifestazione attuale; la cui piena comprensione, filtrata attraverso i passaggi di più Ere, è destinata a rimanere fittamente oscurata ad una coscienza dimentica di se stessa.
Il fine dell’Iniziazione antica, (fondamentale conseguimento della Gnosi) considerata all’apogeo del suo valore elettivo, consistette appunto nel rinnovare il significato emblematico (propriamente redentivo) della ritrovata o rinnovata presenza in se stessi; evento fondamentale della vita cosciente dell’animo e perciò qualificato come ‘seconda nascita’.
Il passaggio alla chiara comprensione dell’integrità originaria, è nascosto da una vastissima selva simbolica, animata a differenti livelli sensibili, la cui sostanziale invisibilità determina l’immenso equivoco esistenziale su cui attualmente è giocata la partita dell’uomo, dove ogni ulteriore possibile distorsione del suo significato simbolico incardina la presente Età a esiti puramente parodistici e inevitabilmente tragici.
A tal proposito non è inutile sottolineare che tutto l’odierno condizionamento mediatico, non a caso, è costruito su ininterrotte distorsioni della nostra percezione interiore, in particolar modo negli ultimi decenni, volutamente centrata alla sola facoltà egoica, (appunto contraddistinta per essere l’artefatto principio vitalistico impiantato sulla pura consapevolezza) ed è per questo preminente motivo, profondamente contrario all’effettiva determinazione dell’uomo, che l’insieme delle forze deputate al ‘rinnovamento dei tempi’, le variabili circostanze ‘innovative’ utili al consolidamento di nuovi assetti normativi, (che sono unicamente strumentali e basati sul binomio artefatto ‘ragione-tecnica’) avvalendosi di un’efficacissima forma di massivo condizionamento pop-ipnotico, in definitiva, legittimano un'opera immensamente involuta di corruzione planetaria e possono essere identificate come le più rilevanti volontà contro-iniziatiche che mai prima d’ora hanno agito in forma così deleteria sul corso della storia.
Assuefatto al peggio, la sola aspirazione decaduta dell’uomo contemporaneo sembra quella di adattare l’inferno al suo aspetto falsamente migliore, dimenticando che una realtà infera, per quanto edulcorata possa apparire, costituisce sempre il fondamento di una dannazione eterna.
Nel mondo antico, l’esperienza iniziatica dei Sacri Misteri, dunque, non riguardava affatto gli esiti di una profonda indagine cognitiva riferita ai significati della nostra costituzione spirituale, piuttosto, la realtà dello Spirito definiva istantaneamente l’essenza di una suprema intuizione sovra razionale, ottenuta mediante una dilatazione-espansione della coscienza ampliata oltre i limiti estremi della sua ricettività; affinché potesse realizzare (mediante una definita ‘disciplina estatica’) la suprema visione della preesistente sorgente incontaminata dell’essere: quale unico motivo redentivo della sua incomprensibile singolarità.
In tal modo, l’inganno ancestrale poteva essere dissolto da una preminente cognizione, svelata dietro la metaforica sembianza indossata da ognuno nel rivestimento perituro che è il corpo fisico. La ‘maschera’ ordinaria, è bene rammentare, da sempre è predisposta a catalizzare la distorsione emotiva centrata sugli insolvibili tormenti dell’ego.   
In tale ordine di riferimenti trova pieno significato la riflessione di Yukio Mishima, che dichiarò di aver sempre provato interesse unicamente per i margini del corpo e dello spirito, fatalmente attratto dalle loro frontiere emblematiche; aggiungendo: “…le profondità non m’interessano. Le lascio agli altri perché sono argomenti frivoli e comuni ”.


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