lunedì 15 gennaio 2018

Schegge dell’Opera




“L'anima di Adamo è venuta nell'esistenza per mezzo di un soffio. Suo consorte è lo spirito. Chi glielo ha dato è sua Madre; e con l'anima gli è stato dato uno spirito, al suo posto. Per questo, quando si è nascosto egli ha pronunciato parole superiori alle Potenze.

Esse lo invidiarono perché erano separate dall'unione spirituale”

(Vangelo di Filippo, 79)

“Finiscano una volta per tutte i discorsi oscuri, si faccia scintillare nel fondo delle tenebre teologali il primigenio barlume dello spirito immacolato.
E accadde così, ad un passo dalla rivelazione del Tutto, che ad un tratto, improvvisamente, la via divenne scoscesa assumendo una pendenza sempre più ripida e tutti i viandanti, non potendo mantenere l’equilibrio, privi del necessario appiglio, uno dopo l’altro,  cominciarono a precipitare.
I loro richiami allarmati riecheggiarono nell’aria azzurrognola della sera, e chi da lontano ne coglieva l’eco era sfiorato da un lieve brivido che risuonava fin dentro le ossa.
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Qui non ci si ferma, ma l’impossibilità di fermarsi non significa che non  sia improbabile il fatto di girare in tondo per un tempo indefinito.
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Qualcuno, animato da un profondo calore partecipativo, talvolta si avvia lungo la strada scoscesa e accidentata, confidando di riuscire ad estrarre dai suoi motivi maggiormente reconditi una qualche meraviglia, un’essenza che possa esser restituita nella sostanza di un toccasana integrale. Quasi a distillare dalla suggestione immateriale alcune lacrime  della proverbiale quintessenza, la medicina aurea in grado di mitigare i tormenti della coscienza.
Ma quale abbaglio, quale svista fu più mai eclatante di questa!? La convinzione, alla fine, è stata quella di credere di poter raggiungere uno spazio chiaramente illuminato, mentre qui, invece, ancora si procede tra meandri tortuosi immersi nell’ombra e ricoperti da fitta nebbia. Eppure, fummo avvisati, qualcuno dotato d’indubbio acume già da tempo ebbe a notare: la nebbia mistagoga è per l’uomo una necessità inevitabile”.
(anonimo alchimista tedesco del XIX sec.)
“ (per salvarci) non abbiamo bisogno di nulla, se non di uno spirito vigilante”
(Abba Poemen 135)




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