mercoledì 23 agosto 2017

Aletheia o del vincolo poetico



“più si compie la propria parte mortale fino in fondo più si partecipa a un grande destino”
(Eraclito, fr. 25)

“Istante” è ciò che sovrasta imminente.
Il momento presente, per definizione, incalza l’esistenza gravandola della necessità.
Convenzionalmente l’ora, invece, è l’insieme pre-ordinato degli istanti, il cui valore temporale è l’adesso, significando “in questo momento”. 
La sua relazione con l'attimo presente può essere stretta (ora sto scrivendo) o approssimata (ora siamo intimamente sfibrati, ma una volta non era così) oppure, implicare un indefinito arretramento verso il passato (mesi or sono) oppure, una proiezione verso il futuro, col dire, per esempio, ora succederà il finimondo, cioè d'ora in poi.
La radice della parola “ora” è comune a quella di “orizzonte”, che vale delimitazione, così come alla parola “orlo”, esprimente l’idea della delimitazione, prefigurando un margine tanto fisico quanto ideale, oltre il quale può spalancarsi il baratro.
Orlo è la zona marginale di una superficie, designandone il contorno, di una riva così come del deserto o di un bicchiere, appunto, riempito fino all’orlo e tale termine può precisarsi come il vincolo ideale di un moto interiore destinato a sopravanzarlo infinitamente; così in Dante: “quello spirto ch'attende, Pria che si penta, l'orlo della vita”.
L’orlo, pertanto, prefigura anche una situazione estrema, la premessa immediata di un radicale, catastrofico cambiamento, spesso difatti si dice: sull'orlo dell’abisso - sull'orlo del fallimento, della disperazione, della pazzia. Eventualità queste peraltro  estremamente attinenti a chi intraprende la ricerca della verità.
La verità è il nucleo stesso e indivisibile dell’istante.
Assonante all’ora è la parola “oro”, (orum-aurum) la cui radice indoeuropea “aus” vale “ardere”, “rilucere”, “splendere” e, appunto, da tali qualità scaturisce il termine aurora, sottendendo presumibilmente esservi e persistere nel cuore dell’istante, seppur ora intriso di oscurità, un infinitesimale principio aureo (oro potabile).
La parola “ora” avrebbe parentela con la sanscrita “ya” da cui la yare = andare (la “ire” latina) e yaman = veicolo, dunque, dell’idea di muovere (verso cosa?). L’ora è curiosamente assonante all’Orare = pregare, (adorare, chi?)
L’esistenza attuale testimonia una “discesa” da cui ora – istante dopo istante – per noi è necessario risalire.
La poesia è l’irruzione dell’attimo intuitivo nella periodicità dell’ istante, fervore ispirativo, che scuote dal profondo i ritmi del divenire riversandoli nel più vasto mistero universale; quello instaurato dall'essere con il motivo maggiormente segreto del suo palesamento. 
Come parlano gli dei? Attraverso segni ed enigmi (Parmenide).
Poetare significa dar nome originario agli dèi, alle ragioni occulte che reggono la vita determinandone l’incessante rinnovamento, dunque, poesia è dar motivazione dell’inesprimibile.
L’ispirazione è l’estensione a dimensione infinita del patimento e della soavità, cui è unito lo stesso rebus del loro scioglimento da ingannevoli vincoli segreti; poiché i segni sono, sin dai tempi remoti, il linguaggio degli dei (Parmenide IV, 135)
La poesia (annota Heidegger) è l'instaurazione dell'essere con la parola.
Nella parola-suono risiedono i principi di un’armonia che è anche e soprattutto motivo della prima fascinazione o primordiale inganno. Per questo nella poesia risiede tanto il veleno che la cura dell’uomo. 
Individui e società svuotati di attenzione poetica, si precludono inesorabilmente la loro possibilità di determinarsi e qualificarsi come persone autenticamente coscienti; dunque, di anime sottratte all’oblio (l'oblio e' una pura dimensione infera).
Facendo leva sull’etimologia della parola greca a-letheia , (Verità, il cui significato arcaico letterale significa non-oblio) formata con alpha privativo e la radice let* (nascondere), Heidegger sottolinea il fatto singolare che la filosofia greca delle origini, esprima la “verità” con un termine negativo, pensandola, alla lettera, come “dis-velamento” e “dis-velatezza”, (dis-velamento  è il cadere dei veli, di credenze, una circostanza preminente della consapevolezza e sperimentabile unicamente attraverso l’ardua applicazione della disciplina interiore) quindi, la Verità dell’essere non è qualcosa elargita indistintamente ad ognuno, ma una peculiarità che ogni animo deve conquistare in sé strappandola dall’occultamento.
Non estraneo all’accrescimento di tale determinazione intima è il significato stesso della Grazia, la quale non è stabilita all’uomo per bizza divina.
La condizione di Grazia (azione propriamente “cardiaca” e “viscerale”, contraddistinta da una forma elettiva di compassionevole quanto saggio stupore, attraverso il quale la persona trasforma e, in un certo senso, deifica la propria esistenza) è una qualità, che pur provenendo da un principio di ordine superiore, sebbene questo sia ugualmente a noi intimo, remotamente sepolto dai labirintici meandri della psiche, la sua attuazione (risveglio) rientra nella dimensione appartenente alla “sapienza del cuore”, la quale, istantaneamente, elabora internamente ai propri motivi pre-razionali, ma non meramente inconsci, (nella ristretta accezione attribuitagli dalla psicologia) l’anticipazione della propria salvezza ontologica.
La Salvezza è inevitabilmente custodita nel significato stesso della Parusia finale: dell’Apocalisse o Apocatastasi, in cui andrà a risolversi la consunzione finale della manifestazione visibile e il cui fraintendimento, in diversi momenti storici, ha dato e da luogo ad una serie di allarmismi fittizi, i quali, perlopiù, sono insospettabilmente strumentalizzati da quelle stesse forze eteriche che necessitano del nostro aggiogamento a ripetuti stati di angoscia, di disistima, di sostanziale sfiducia, nonché, di latente aggressività, per costituire l’insieme di quelle influenze nefaste preposte a diminuire, quanto appesantire, dunque, “abbassare” (sporcare) nella finalità di annientare, le nostre più elevate idealità, altrimenti spiegate col termine convenzionale di frequenze energetiche.         


Link a questo post:

Crea un link

<< Home page