martedì 18 luglio 2017

Un futuro senza avvenire?




Estrapolati dal testo:
Quando i mezzi di comunicazione debbono affrontare il tema dell’occupazione straniera della terra italiana si assiste a un totale oscuramento delle conseguenze che potrebbero derivare da questo fenomeno. Se in apparenza si vuol esibire tale fenomeno da una prospettiva umanitaria, (che pone in primo piano l’aspetto emotivo della misericordia) non si considera minimamente ciò che in realtà è il cosiddetto ‘processo di integrazione’: una guerra, in termini biologici.” 
“Quando a un popolo si toglie la possibilità di guardare al futuro e di immaginare un avvenire, di vedere che la sua esistenza non è legata soltanto a ciò che riesce a consumare o a produrre, in un’ottica esclusivamente economica e materialista, l’unico modo di eliminarlo anche fisicamente è di decimarlo, annullando ogni capacità di ripresa, eliminando così anche la possibilità di una sicurezza economica che consenta di generare e far crescere dei figli. Si riescono a imporre prodotti, opinioni, scelte mediante condizionamenti ottenuti con la paura e con altre pulsioni emotive, senza l’uso della violenza fisica, ma con semplici meccanismi di controllo psicologico.”
 “Le magnifiche diversità che ancora esistono nella specie umana si dissolverebbero lentamente e silenziosamente, mentre le masse umanoidi, sempre più compiaciute e soddisfatte della loro condizione, continueranno a comprare e lavorare, stordite dalla televisione e disposte disinvoltamente a ingerire ogni alimento precotto e servito dall’informazione, disciplinata dall’attuale sistema di potere. Questa sarà la fine non soltanto della nostra razza, ma della intera specie umana.”


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