giovedì 11 agosto 2016

metafora








L’assioma esistenziale di Plinio il Vecchio: 
" ramus edomatur meditatione curvandi"
Il senso di questa considerazione è che il ramo varia la propria forma  silenziosamente e lentamente, curvandosi premuto dall’azione macerante di uno sviluppo naturale che, pur appartenendo alla vita vegetale, ugualmente si potrebbe definire come propriamente meditativo e inteso a raggiungere la conveniente curvatura.
Tale è la vita dell’animo, di un animo volto alla comprensione di sé, pressato da molteplici contingenze e accostato ad altre anime dalle quali alternativamente si allontana e avvicina per  costituire l’intrico, spesso irrisolvibile, di una trama esistenziale assolutamente enigmatica, il cui senso sembra destinato ad essere perennemente provvisorio quanto precario.

Un ramo impiegherà lunghissimi anni per slanciarsi robustamente verso la fonte luminosa del sole, il tronco da cui dirama sopporterà periodi di estrema siccità ad altri di piogge torrenziali, sarà provato da impetuosi venti e ristorato da periodi più miti e, attraverso lo svolgimento di una lotta silenziosa e tenace, riassumerà in sé il significato simbolico del martirio e della rinascita.
Qui siamo costituiti da una forma di dualismo primordiale e apparentemente irriducibile, la nostra tensione intima è l'ineffabile atto conoscitivo sorretto da un principio di dedizione e assorbimento universale, nella finalità di pervenire all’espansione della coscienza oltre la dimensione ordinariamente fisica, ecco il nostro autentico e unico fine.





 
 


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