mercoledì 27 agosto 2014

Squilibrio degli opposti e memoria atavica




Presentimento e intelligenza creatrice nell’uomo costituiscono solo la flebile rifrazione dell’invisibile potenza da cui scaturisce la vita. L’attuale distorsione relazionale tra noi e il Cosmo, che in definitiva contraddistingue l’oscura obliquità del presente Ciclo identificato come Kali-yuga, ha indurito il diaframma attraverso il quale la coscienza entra in simpatia con i ritmi di quanto la circonda. Le sovrastrutture sociali, i dogmi, le progressive meccanizzazioni esprimono la patologica condizione in cui versa la caotica società contemporanea. Il sentimento del Sacro scaturisce da una privazione e assieme da un presentimento della massima delle libertà possibili. Non è come affermò la critica Illuminista, che il sentimento di dipendenza nell’uomo fa insorgere in lui il senso della religione, bensì l’estrema aspirazione al più assoluto desiderio d’indipendenza ha permesso che nel profondo di sé, l’uomo conservasse il residuo di una memoria pre-istintuale (l’istinto in effetti scaturisce dalla subordinazione alla materia) propriamente "celeste", per la quale la relazione immediata instaurata dall’animo con la luce e gli elementi naturali veicolasse, oltre alla facoltà percettiva puramente animale, l’astrazione (fondamento del primordiale “assurdo” sogno) spirituale svincolata dalle ciclicità temporali, quale reminiscenza di uno stato originario maggiormente puro e che di fatto è insito nelle fondamenta stesse della materia. Per esso, si relativizzano tutte quelle categorie stesse del pensiero logico, che sono il sostegno impalpabile delle relazioni che l'intelligenza, intesa come strumento solo materiale, instaura con le contingenze immediate stabilite dalla vita concreta. 
Il pensiero logico, di fatto, costituisce il labilissimo supporto di un abbaglio rivelatosi come necessario. La razionalità è il binario scavato come il tracciato di una galleria al di sotto delle vette della Conoscenza Pura, attualmente inaccessibili, la cui direzione è obbligata dall’attuale menomazione spirituale occorsa alle generazioni dell’età propriamente definita come “ultima”. 
L’uomo arcaico al contrario di noi possedeva un intelligenza "alata", era permeato di una facoltà che oggi è quasi dissolta. L’ampiezza della composizione liturgica con cui delineava i termini del proprio agire, (agire inteso come indicibile estensione delle intime potenzialità) i cui confini fisici e sovrasensibili sono stabiliti, ieri come oggi, dall’estrema variabilità e discontinuità delle “frequenze” che sono le "porte" proprie ai luoghi del Creato. Le vie dei Canti degli aborigeni australi, così come gli stessi Indigitamenta latini, assolvettero a tale funzione regolante e accordante le molteplici variazioni determinanti la “qualità sottile” dei luoghi e delle diverse ore del giorno. 
Il medesimo lavoro si compie oggi, ma in una forma assolutamente profana e ossessiva, mediante il continuo irraggiamento elettromagnetico artificialmente prodotto da milioni di antenne e ripetitori, per mezzo della continua reiterazione di sonorità disarmoniche e ripetizioni di “mantra” involuti e trasversalmente irradiati. 
Programmazioni psichiche le cui oscillazioni si estendono dalle fastidiose cantilene proprie ai moderni riti del cattolicesimo alle prescrizioni da caserma fino ai motivetti pubblicitari apparentemente più innocui; tenendo pur conto del colossale videotismo massificante; questo è il capillare Wooodoo odierno e tutti ne siamo l’oggetto. 
Il continuo imbrigliamento artificiale delle correnti elettromagnetiche determinerà un acuirsi della follia dilagante, poiché la realtà non è segmentata a zone separate ma tutto volge in se stesso, Uni-verso appunto, di cui la coscienza umana costituisce l’emblematica riflessione.

Forzano l’economia, saturano il cielo di particolato sintetico, irraggiano l’etere, manomettono i semi, tutto ciò capovolgendo il senso della necessità sovverte l’intima direzione esistenziale. Attraverso la moltiplicazione dei desideri e della paura indeboliscono il sistema immunitario – sistema immunitario del corpo e dello spirito.

Per questo lo studio, la riflessione sui motivi liturgici dei nostri Avi è derogato ai  cosiddetti "specialisti", peraltro sempre meno sensibili (alcuni esempi illustri sono definitivamente scomparsi). La camera asettica, in cui si decifra parte dell’enigma preistorico, avvelena il perenne mistero vitale che esso contiene. Determinati significati profondi e legati alla memoria archeologica sono come semi immateriali perennemente disposti a germogliare, purché si offra loro un “terreno” adatto dove schiudersi al calore del sole. L’edificio della modernità è strutturato, o sembra essere strutturato, affinché ogni cosa riesumata e che ancora contenga in sé i fermenti vitali attivi, una volta analizzati sotto una falsa luce sintetica, questi debbano inaridire senza rimedio.

L’uomo moderno non ha altra risorsa se non quella di rientrare in comunione con un determinato incanto che ora gli è ferocemente negato. Come è possibile per noi iniziarsi nuovamente ai misteri fondamentali della Forza Vitale? La Forza Vitale oggi sembra essere solo parodiata. Il suo barlume residuale è la nostra unica possibilità di sopravvivenza. Per questo, anche se è ingenuo affermarlo, il Reame della Modernità è la costruzione concettuale di un pragmatismo sorto da una forma d’insospettabile Magia Nera; una Malia oscura interposta tra le forze primigenie e le conseguenti iniziazioni ai misteri dell’anima. Tali iniziazioni, sono gestite da una gerarchia involuta, che le fa permanere in una modalità assolutamente invertita. Per rendersene conto basta considerare con un pò più d'attenzione ciò che vanno a rappresentare gli MTV awards o le giornate della gioventù papalina, che ai primi tendono sempre più a somigliare e i cosiddetti programmi di divulgazione scientifica a qualsiasi livello siano promulgati. Questi sono aspetti apparentemente diversi di un'unica finalità sordida, che intende degradare irrimediabilmente la dignità umana, per farla sussistere unicamente come indistinto accadimento biologico tutt'al più pervaso di un euforico, quanto altrettanto vago, miraggio mistico. Mentre invece noi ci realizziamo unicamente nell’interiorizzazione del Puro Spirito Eroico.

Per questo guardiamo all’età di Dante come all’ultima manifestazione corale della riflessione propria allo Spirito Eroico (la Divina Commedia ne è profondamente intrisa).

La nostra possibilità, attualmente, è essenzialmente domestica. Reagire alla subdola forma d’intorpidimento animico e che determina, nella finalità di alimentare l'inganno, solo una falsa vivacità estremamente superficiale che è propria dell’ego volgare.

Com’è stato scritto, le generazioni più solide delle nostre ultime, poterono edificare, scolpire, dipingere, comporre musiche e versi le cui proporzioni non permangono in una sostanza meramente aneddotica o ideale (la neutra idealità modernamente intesa) o bassamente concettuale. Determinate proporzioni sono traduzioni concrete d’intervalli aurei, ritmanti il più appropriato avanzare del rinnovamento cosciente nella finalità di realizzare il valore della presenza spirituale all'interno di questa materia.
Tali impalpabili frequenze liriche dunque, sono tutt'ora addensate in noi, trattenute, sedimentate nelle fondamenta maggiormente remote dell'essere.
Come templi viventi sconsacrati (l’uomo è Tempio vivente) nuovamente potremmo rettificare la qualità del significato che rivestiamo, poiché la nostra impalcatura biologica e animica si erge su edificazioni cultuali preesistenti; così come nel neolitico edificarono sui luoghi sacri del paleolitico e i pelasgi ancora stanziarono i loro templi su quelli neolitici e gli etruschi sui pelasgi ed i romani sopra gli etruschi e i paleocristiani sui romani. Questo per dire che le nostre ossa, i minerali che le formano, addensano la memoria di un sostegno più che fisico e che, con ogni mezzo illecito quanto subliminale, gli specialisti da laboratorio e del condizionamento pop-ipnotico, intendono disconoscere, negare, disperdere miseramente dentro un sottovuoto nichilista.

Quando apprendiamo degli smarrimenti di Odisseo, delle storie degli Eroi, dei patimenti e di amori che per intensità sono senza tempo, non solo la mente apprende, con essa apprende ogni fibra del corpo, la complessità muscolare e ossea inizia a ridestarsi dalla propria amnesia.

Come scrisse l’acuto Heinrich Zimmer: "...le generazioni che composero questi romanzi (la cerca del Graal) non sono solo le nostre antenate spirituali, ma in una certa misura anche le nostre antenate fisiche. Sono nelle nostra ossa – a noi ignote – e quando ascoltiamo anch’esse ascoltano". 
La magia nera moderna impedisce l’ascolto interiore più profondo, impedendo alla quasi totalità delle persone di ridestare quel senso immaginifico che i nostri Avi associavano alla realtà della creazione – guarigione. 

Antica Sapienza dell’anima, presenza interiore, che è l’unica capacità di reazione efficace all’attuale offesa quotidianamente subita dallo Spirito.

Essendo decaduti tutti i parametri ed essendo venute meno tutte le Gerarchie Sensibili preposte alla custodia della facoltà di poter tradurre liricamente il nostro significato maggiormente recondito, l'unica possibilità di riscatto che ci rimane è nel tentativo di recuperare una disciplina del pensiero e dell’azione essenzialmente domestica, e che necessariamente, una volta ottenuta, dovrà propagarsi per effetto di consonanza ad altri aspetti maggiori della vita; anche se ciò che ci attende sarà un inevitabile acuirsi della disarmonia circostante. La tecnocrazia dominante opera nella finalità di scardinare le frequenze naturali, e ciò che comunemente è definito come natura è principalmente la manifestazione sensibile della più antica intelligenza manifestata, un immane organismo cosciente, un anima che reagisce a tale violazione negatrice della sua effettività immateriale. Purtroppo, tutto lascia presagire che gli atti del potere nichilista saranno sanciti e sigillati mediante azioni sempre più oscure. Siamo chiamati ad assistere ad un incremento esponenziale della violenza insensata e scatenata su scala globale, finché l’attuale Ciclo, distruggendo la memoria sensibile del proprio passato, come di fatto già accade, giungerà a divorare ciecamente se stesso, quale capovolgimento aberrante di un tempo che è Ourobos radioattivo.                     

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