venerdì 14 marzo 2014

L'identità magica





Essenzialmente, la visione primitiva, che può essere definita come “dinamista”, appartiene al sentire dell’uomo “centrato in sé”, che percepisce se stesso come assolutamente transitorio, ma anche “felicemente” ancorato al nulla luminescente da cui scaturisce la vita. Nulla intessuto di fibre sensibili ed estese per ogni dove nella complessa e multiforme manifestazione universale. La percezione transuente del proprio stare non impedisce e soprattutto non impedì agli antichi popoli di esercitare un’azione efficace, sostanzialmente buona e solida, sul mondo riconoscendo alla propria esistenza una prerogativa assolutamente unica nello scenario del creato e perciò, eminentemente magica. Non s’intende qui per magia le scemenze new age che possono trovarsi in libri come “the secret” o in altre forme di bassa esaltazione propriamente diabolica di stampo crowleyano.

Magia, è qualità profonda dell’essere e, all’essere lucidamente consapevoli del proprio limite, riconoscere in esso l’essenza di ciò che, ad esempio, la spiritualità vedica identifica come Dharma, (legge cosmica) che significa “mettere a fondamento”. La condotta magica, pertanto, non riguarda affatto l’aspettativa deleteria (materialismo spirituale) di modificare il corso degli eventi maggiori cui s’innesta la nostra esistenza, contenuta nei ritmi maggiormente ampi di un determinato Ciclo in cui trova collocazione l’assetto cosmico e conseguentemente il suo significato propriamente simbolico. Piuttosto, la cognizione magica riguarda l’idea esatta di un determinato attraversamento esistenziale (esemplare è la Commedia di Dante, il periplo di Odisseo o l’impresa argonautica) in cui è inverata l’occasione di poter partecipare coscientemente alla potenza emblematica universale, cui è direttamente collegata, formando una cosa sola con essa la coscienza risvegliata in sé, nella persuasione di poter dominare tale potenza pur trovandosi in una condizione di fattiva “impotenza”. 
La radice dell’esperienza s’innesta in un dominio puramente allegorico e la condotta esistenziale, realizzando il significato allegorico e simbolico della propria età, origina l’avvio di un effettivo “combattimento magico” per la sopravvivenza dello spirito del mondo. 
Per esempio, la nostra intima reazione ad un motivetto pubblicitario particolarmente invadente o ad un avvilente condizionamento propagandistico, in effetti già costituisce l’avvio di una resistenza, così come di una resa incondizionata, che si svolge su piani non comunemente dati della coscienza. Per questo la società odierna ha fatto di tutto per poter destituire di senso e credibilità a tutte quelle circostanze occorrenti alla comprensione profonda di quei molteplici meccanismi subdolamente ipnotici, contraffatte abitudini radicate e attrazioni ormai irresistibili, capillarmente esercitate dai moderni strumenti di condizionamento di massa di cui variamente si avvalgono gli stati centrali per la suggestione e il controllo delle nostre menti.  

Meccanizzare le azioni assolve ad una funzione magica, (magia nera) poiché le azioni sono ad ogni grado portatrici di potenza, sia essa oscura che luminosa. La parola è un atto che determina la sostanza della realtà o, la sua corruzione, ad ogni modo essa conserva lo stesso la propria funzione d’esercizio di conferma e di  vincolo assoluto.

L’impronta nichilista ci ha destituito di senso, ci ha fatto perdere quell’intima consapevolezza che intende l’uomo come espressione di un evento vitale supremo nella propria essenza, che è fondamentalmente radiosa e tragica. Il combattimento magico non si è mai arrestato nel corso di più Ere, e prova ne è in età moderna la fondazione massonica degli stati e la coniazione monetaria, sovente costellata di simboli o segni rappresentativi (propriamente magici) ottemperanti a quel millenario processo di sinistro dissolvimento identitario culminato l’11/09/2001, congiuntamente ad esso la pervicace sterilizzazione delle sementi agricole, l’introduzione massiccia della geo-ingegneria e la stessa catalogazione digitale.

L’iniziativa autenticamente geniale è così soffocata, resa desueta dalla considerazione storica effettiva, che, attraverso i suoi “mantra” esecutivi, procede all’azzeramento delle coscienze individuali in favore di un'unica coscienza impersonale globalmente condivisa e assolutamente anti-tradizionale. 
Sostanzialmente, l’artificialità sempre più contaminante e avvilente è ascrivibile ad una perfetta espressione di potenza dissolvente. 
Tutt’altro che essere posto al servizio dell’uomo il regime tecnologico in realtà ne determina la più atroce delle schiavitù. Quest’asservimento totale implica delle ripercussioni estremamente profonde nell’interiorità di ognuno. Il condizionamento deleterio cui siamo sottoposti (essiccamento sotto vuoto delle coscienze) sta producendo il suo effetto atteso (atteso da chi?) a meno che l’intervento sottile di un agente più forte, (sovracoscienza?) sopraggiunga a paralizzarne l’effetto maligno. 
Il progresso, in fondo, forse non sarebbe altro che un’ambigua manifestazione di potenza. Cos’altro rappresenterebbe quest'idea di "progresso" se non una colossale opera di deresponsabilizzazione. Cosa cerchiamo di raggiungere? Con quali mezzi? Superando quali ostacoli? E' un baratro infero quello che ci ingoia se sussisteremo svuotati dell’essenza magica, dello sbigottimento o stupore aureo, di ciò che in definitiva determina la facoltà della partecipazione estatico-creativa alla realtà. Ciò che nel Lazio arcaico fu prerogativa del “potentissimus”, così ricordato da Festo – ordo sacerdotum (L. 198) – espressione numinosa del rex sacrorum, ultima sopravvivenza del rex inauguratus dell’epoca protostorica, esso stesso residuo di una “felice tensione” primordiale che intese la vita come effettiva realtà multidimensionale e le cui estensioni più estreme devono, per forza di cose, necessariamente permanere anche nel fondo più fondo delle nostre anime. Privi di questa meravigliosa possibilità cangiante, avremo l’insignificante consistenza di tristi manichini e come tali verremo fusi nella plastica.  

    

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