mercoledì 18 settembre 2013

di alcune evidenti sincronicità numeriche riscontrabili nel recente massacro della Navy Yard



Non può passare inosservata una qual certa sincronicità concernente il recente massacro alla Navy Yard di Washington, il cui autore sarebbe stato identificato in  Aaron Alexis.
Qui rilevo l’evidenza più immediata, non escludendo la possibilità futura di un analisi maggiormente complessa.
Aaron deriva dall'ebraico Aharon, che significa ignoto, la sua traslitterazione è Aronne che, guarda il caso, vuol dire portatore di martiri. Ugualmente non può non far riflettere l’assoluto equilibrio che l’evento trova nelle sue coordinate calendariali Il 16                 ( 1 + 6 = 7 ) settembre è, non essendo questo un anno bisestile, il 259º giorno del Calendario Gregoriano, ovvero, 2+5+9 = 16 che equivale sempre a 1 + 6 = 7.

Inoltre, alla fine dell’anno a partire dal 16 settembre mancano ugualmente 106 giorni, la cui riduzione ugualmente è 1 + 6  = 7.
Il numero 7 rappresenta la Creazione in quanto regola i più importanti cicli vitali della Terra. Si tratta di uno dei numeri più prodigiosi riguardante la perfezione della dimensione 'tempo' nella natura, quale centro invisibile tra spirito ed anima di ogni cosa e direttamente connesso ad Aronne stesso, in quanto egli è uno dei sette Pastori.
L’età dell'attentatore era appunto di 34 anni: 3 + 4 = 7 (il numero sette è ripetuto per quattro volte e pertanto, da tutto ciò ne conseguirebbe il significato di una funzione rituale oscura centrata sul ribaltamento valoriale dei numeri 7 e 28)
I morti registrati sul campo sarebbero 13 come l’anno in cui ci troviamo
Secondo Paolo Franceschetti, il quale riprende le intuizioni di studiosi a lui precedenti o di letterati quali Artaud o Lovercraft stessi, i manovratori occulti non avrebbero affatto necessità di progettare un evento nei minimi particolari, in quanto è di per sé bastante compiere l'atto rituale in cui la volontà, (in simili casi espressione di potenza buia) sprigionandosi come fiamma eterica, accende o alimenta l'eggregore che inevitabilmente imprime i 'sigilli' invisibili sulla natura stessa del tempo, torcendone il senso all’intenzione voluta dai suoi manipolatori. Tutti i riverberi simbolici appena visibili, ma ugualmente agenti nella trama del reale che da essi dipende, definiscono il carattere di un epoca, la quale, a tutti gli effetti, è modellata attraverso il tempo e lo spazio dalla segnatura preposta a rinnovare i grandi Cicli di un Età, per la quale, la distorsione stessa della primordiale idea di sacrificio, costituisce l’elemento essenziale con cui poter “costruire” il timone atto a “condurre” le molteplici tensioni coscienti dell’umanità, in tal modo, convogliate nel senso di una pura liturgia operativa che può ugualmente essere luminosa quanto oscura. Una specie di firma involontaria pertanto segnerebbe questi eventi apparentemente ascrivibili ad una follia scollegata dall’ordine delle cose, mentre invece questa, in realtà, scaturirebbe proprio dalle aspettative coscientemente prodotte, affinché possano compiersi queste forme di sacrifici delirati, spesso prodotti come evento preludio di ben maggiori accadimenti: qui ad esempio viene in mente la stessa crisi in Siria.
Come ci ricorda il Maestro di Blois: “Un altro punto da tenere presente è che i Superiori Incogniti, di qualunque ordine siano e qualunque sia il campo in cui vogliono agire, non cercano mai di creare dei ‘movimenti'. Essi creano solo degli stati d'animo (état d'esprit), ciò che è molto più efficace, ma, forse, un poco meno alla portata di chiunque. È incontestabile che la mentalità degli individui e delle collettività può essere modificata da un insieme sistematico di suggestioni appropriate; in fondo, l'educazione stessa non è altro che questo, e non c'è qui nessun 'occultismo'[..]. Uno stato d'animo determinato richiede, per stabilirsi, condizioni favorevoli, e occorre o approfittare di queste condizioni se esistono, o provocarne la realizzazione”.
(Rene Guénon: Réflexions à propos du pouvoir occulte)


Nota (1) Nella Kabbalah, ad esempio, il numero 12 va scomposto in 1 e 2, cifre che poi vanno sommate per dare un numero con una sola, poiché tutti i numeri partecipano del simbolismo dell’unità, addizionando le cifre tra loro per scomposizione. Per esempio, il 28 = 2 + 8 = 10 = 1 + 0 = 1.

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