giovedì 23 maggio 2013

Punto di non ritorno




E’ evidente che questo convulso stato di cose ha notevolmente superato il “punto di non ritorno”
Chi ci governa, operando su più livelli di realtà, dall’evidenza mediatica all’ambigua oscurità subliminale, intende convogliare il multiforme significato della vita a un unico senso sempre più innaturale.
L’uomo è sempre più inteso come un vuoto assemblaggio di pezzi intercambiabili, in cui la realtà della psiche è concepita come l’accidente di percorso di un progetto evolutivo mirato all’acquiescenza totale di ogni tensione amorosa, (forma d'irrazionalità luminosa) che deve essere dissolta in favore di una presenza produttiva (performante) sterile e solo timorosa al cospetto del creato (forma d'irrazionalità buia).
Un Cosmo che s’intende ugualmente isterilire della spontanea germogliazione naturale.
Si progetta e si attua l’uomo apatico, corrispondente assolutamente capovolto dell’uomo empatico, di colui che sta naturalmente centrato nell’universo. Essere centrati, sostanzialmente vuol dire non essere dipendenti da contraffazioni che simulano la spontaneità e l'adattamento sensibile, in condizioni di qualsiasi tipo, dove questi, di fatto, sono assenti.
Questa nuova Inquisizione Sintetica o nuova Valutazione Acrilica della realtà, si sviluppa a ritmi febbrili, il suo Tribunale emana decreti che ci paiono sempre più assurdi contro la semplicità della vita (dichiarare fuori legge un orto in cui si piantano semi tradizionali è un crimine legalizzato). L’attuale Quarto Reich dimostra peraltro di non poter nemmeno più controllare il massivo inquinamento e l’intricato imbrigliamento elettromagnetico globalmente irraggiato.
Le fosche suggestioni che sembrano dominare la visione collettiva, motivate oltre che da uno stato di crisi orchestralmente pianificata, sono anche nutrite da vere e proprie “nubi” di eggregore* nere evocate a livello planetario e amplificate da sempre più sofisticati supporti tecnologici.
Ultima tra queste evocazioni mediatiche, la tragedia del giovane soldato decapitato a Londra. Chi sono i decapitatori? Disadattati che hanno agito spontaneamente attingendo direttamente all'oscuro serbatoio psichico gravitante nell’etere, oppure, come molto più probabile che sia, si tratta di altri schiavi mentalmente controllati per eseguire le aberranti azioni richieste dall’occulto programmatore di sempre? Un’altra azione (rituale nero) necessaria a incrementare lo stato di paura e diffidenza generale, alimentare l'eggregore che paralizza la società, suggestionata in tal modo dalla percezione sempre più reale del fantomatico “nemico in casa” e dalla necessità di un coprifuoco esteso su scala mondiale; in sostanza, dell'adozione di sempre più immotivati parametri repressivi applicati contro il cittadino comune?     

(nota) *In sintesi, come scrive Eliphas Levi, l’eggregore  è un fenomeno di psichismo collettivo, volontariamente orientato. Si tratta di un’aggregazione di forze costituite essenzialmente da energie vitali, emozionali, mentali, nonché spirituali, sviluppati e corrispondenti alle suggestioni desideri, alle aspirazioni, alle decisioni, alle idee, agli impegni che li hanno generati. E in questo, l’amplificazione offerta dai sostegni tecnologici, permette di torcere ad una deformazione mai sperimentata prima la nostra considerazione delle cose.
Tali evocazioni nel mondo antico si ponevano, in attesa, tra il mondo superiore (divino) ed il mondo naturale, non escludendo peraltro l’irruzione delle forze caotiche in questo dominio dell’evocazione stessa, ossia, dell’inganno mistico occorso all’uomo già in età remote e come già l’esegetica gnostica dei primi secoli della nostra era, intese essere la cosiddetta rivelazione del dio veterotestamentario. Queste prime intuizioni o consapevolezze, in età contemporanea trovano eco maggiormente credibile nell’ulteriore approfondimento svolto dalle ricerche del gesuita S. Frixeido o in Italia di Mauro Biglino, così come di Corrado Malanga.

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