lunedì 11 marzo 2013

Le quattro Età


Per approfondire ulteriormente il tema delle Età dell'umanità, annoto per accenni, quanto attesta la tradizione induista in merito alla suddivisione delle diverse Età cosmiche, consapevolezza questa, parimenti riflessa nella stessa concezione esiodea delle quattro Età abbinate ai metalli: Oro, Argento, Bronzo, Ferro – quella attuale –
Il tempo è una trama duttile, il suo fluire, di cui è allegoria lo scorrere del fiume, benché regolare nel suo corso non è, come il fiume stesso, uniforme per tutta l’estensione della sua misura.
Platone, con una mirabile osservazione sensibile, nel Timeo, definisce il tempo come l’immagine mobile dell’eternità.
Nella concezione induista vi sono mahakalpa, alternantisi con i mahapralaya, formati da sette kalpa (i "mondi" delle etnie maya e hopi), alternantisi con i pralaya e sono i giorni e le notti di Brahma.
Un kalpa é formato da quattordici manvantara, le età dei manu (progenitori dell' umanità), che é formato da settantuno mahayuga contenenti quattro yuga ciascuno e che sono krita o sathya, treta, dvapara e kali.
Per le nostre reali coordinate cosmiche noi ci troviamo nel settimo manvantara, nel quinto mahayuga e alla fine del quarto yuga; dunque dire che noi siamo nel quarta età (maya), quinto sole (aztechi), quarto mondo(hopi) e settimo manvantara (indù) o ciclo del ferro esiodeo, non é contraddittorio, ma si riferisce a suddivisioni diverse dello stesso calendario universale.
Ovidio canta l’età dell’Oro nelle sue metamorfosi, paragonandola idealmente ad una eterna primavera, dunque l’età d’Argento sarebbe l’estate, la Bronzea l’Autunno e quella del Ferro l’inverno.
Come recitano i testi indù: “Quando regnano l’inganno, la menzogna, l’inerzia, il sonno, le malefatte, la costernazione, il dolore, la confusione, la paura, la tristezza, questo è chiamato Kali-yuga che è solo tenebroso…”
Cui fa eco ancora Ovidio, nelle Metamorfosi, narrando dell’Età del Ferro: “ D’improvviso, in quest’epoca di tempra peggiore, irruppe ogni empietà; fuggirono il pudore e la sincerità e la lealtà, e al loro posto subentrarono le frodi e gli inganni e le insidie e la violenza e il gusto sciagurato di possedere. Si spiegavano le vele ai venti che il marinaio ancora conosceva appena (chiara allusione all’andare avanti in nome di un progresso che intimamente non ha reale cognizione di sé) i legni che a lungo erano rimasti sugli alti monti danzarono sui flutti sconosciuti. Sul suolo, prima comune a tutti come la luce del sole e l’aria, con cura l’agrimensore tracciò lunghi confini. E non soltanto si pretendeva che la terra, nella sua ricchezza, desse messi e alimenti, ma si discese nelle sue viscere, e ci si mise a scavare i tesori, stimolo al male, che essa aveva nascosto vicino alle ombre dello Stige. Così il ferro pernicioso e l’oro più pernicioso del ferro furono portati alla luce: ed ecco, compare la guerra, che combatte con l’uno e con l’altro e squassa con mano insanguinata armi crepitanti. Di rapina si vive…”
Vi fu il diluvio di Satyavrata o Vaivasvata tra il mahayuga precedente e il nostro e vi sarà un incendio universale alla fine del nostro manvantara.
mahakalpa
kalpa (giorno di Brahma)
manvantara (regno di un Manu)
mahayuga
19.880.000.000 (?) mahakalpa (100x2 kalpa)
99.400.000  (?) kalpa (14x2 manvantara)
3.550.000 (?) manvantara (71 mahayuga)
50.000 (?) mahayuga o chaturyuga (4 yuga)

che si risuddividono in:

krita yuga: dove la parola krita significa 4
treta yuga: treta significa 3
dwàpara yuga: dwàpara significa 2
kali yuga: dove invece solo la parola kali significa: oscuro, tenebroso dando per sottinteso il suo valore numerico che è pari ad 1

rapporto, questo essere certo di 4-3-2-1, ossia l’inverso della Tetrakys pitagorica 1+2+3+4 = 10 e non a caso posta a misura ideale delle dinamiche universali.
Ho messo i punti interrogativi tra una durata temporale e l’altra poiché il conteggio esatto degli anni non può essere certo, la dove s’individua la durata dell’ultimo yuga in 5160 anni, forse si erra per stima di difetto.
Ciò che è sicuro e riportato dalle rispettive tradizioni Orientale e Occidentale, esse stesse diramazioni dell’unica Primordiale, la durata di ogni sotto periodo (yuga) è di 3/4 la terza, 2/4 la seconda, 1/4 la quarta rispetto alla complessiva durata della prima, dove il trascorrere del tempo non è quasi avvertibile nella dimensione materiale.


http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6071.1