giovedì 7 marzo 2013

di un commento che non riesco a caricare su tankerenemy

Ringrazio Ron, Wlady e Straker per l'incoraggiamento, vorrei potermi esprimere meglio e mi sfuggono alcuni importanti collegamenti lessicali o di sintassi, ma alla fine è importante contribuire alla ricerca, anche se con una testimonianza minima.

Leggendo questo post http://www.tankerenemy.com/2013/03/le-scie-chimiche-il-wireless-e-tu.html come non interiorizzare ancor più sentitamente il dramma annodato a quest’anomalia contemporanea.

Le forze dissolvitrici hanno una matrice eminentemente satanica, sono ammantate di una potente seduzione oscura che fa leva sul nostro essenziale scetticismo, o ancor più propriamente, sul nostro disincanto. Perdonate la prolissità del mio commento, sappiamo che ci viene inoculata un assuefazione letale e che a breve culminerà con l'innesto di microchip sottocutanei, proprio ora che scrivo (ore 20 del 6/3) alla radio ascolto l'apertura di un telegiornale, il quale riporta la notizia che appunto in America è imminente quest'operazione d’innesto.

Ci domandiamo se siano stati mai eretti argini artificiali al tempo, tunnel elettromagnetici artificialmente indotti.
La concezione lineare del tempo assolverebbe alla preveggenza della religione abramitica, occorsa al principio dell'ultima fase conclusiva dell'attuale yuga e dunque, contenente in sé l'embrione della rivelazione, secolarizzata e vitalizzata da una tensione Apocalittica, culminata con il Profeta dell’Islam.
Mi riferisco alla consapevolezza dei profeti sulla consumazione dei tempi relativi all'attuale Ciclo.

Alla fine, la stessa interferenza remota emblematizzata nelle figure degli Annunaki, (quasi fabbri del tempo) possiamo dire, s'innesterebbe in un preciso cardine temporale, nel quale fu esercitata una determinata “pressione” sulle Età, tanto da piegarne la curvatura o, forse ancor meglio si direbbe che tali entità, innestandosi su di un preciso nodo temporale, poterono introdurre nel nostro DNA un determinato sigillo (proteico? eterico?), atto a deformare progressivamente la nostra considerazione delle cose e che solo uomini straordinari in seguito riuscirono a sciogliere intimamente a sé.
Qualità umane eccezionali, personificate per quest’Era nell’allegoria del Cristo. Ridestare in sé tali prerogative significherebbe liquefare il sigillo che gli Arconti impressero nelle nostre profondità.
Ad ogni modo, la stessa seconda venuta del Cristo conterebbe parimenti la memoria originaria di una percezione ciclica e non lineare del tempo stesso e dunque, di un effettiva Redenzione periodica unita alla manifestazione universale.

L'attuale assedio sintetico, ottempera ad una concezione lineare del tempo, ad una sua esasperazione svuotata di ogni riferimento autenticamente verticale. In fondo, i seguaci delle tre religioni derivate dall’antico testamento fino ad un dato momento della storia, vissero in un tempo che possiamo riconoscere come propriamente trasfigurato dai temi incessantemente ripetuti scaturiti dai riti delle origini, in cui il modello ciclico dei lavori artigianali connessi ai ritmi delle stagioni e del giro zodiacale elevava (pur tra atroci contraddizioni che contraddistinguono l’attuale yuga) l’evento germinativo della natura, del tutto coincidente con la palingenesi divina.
Una testimonianza questa, esemplarmente rivelata nelle sublimi costruzioni cultuali del medioevo e rinascimento, dove il rinnovamento annuale è la tangibile tessitura della trama divina ordinante la vita delle sementi e la fioritura ardente degli astri.

Ogni liturgia oggi perde di senso nel mondo post-moderno, l’esistenza stessa di una semente OGM replicata in numero di miliardi intacca alle fondamenta come niente prima d’ora poté fare la divinizzazione del processo storico, costituendo a tutti gli effetti una tetra parodia dell’esperienza dell’eternità.
Un cartellone pubblicitario, ne basta uno solo piazzato nel centro di uno spazio naturale  incontaminato, destituisce di significato al principio primordiale di stupore ed elevazione congiunto alla manifestazione naturale.

I segni sono radianze e le stesse radianze elettromagnetiche segnano la materia disgregandone la sostanza, è l’idea aberrante di progresso che empiamente divora l’eternità.
Ciò che accade nel CERN è questo e niente altro: un pozzo cieco dove  la materia imprigionata è costretta a divorare se stessa.

Siamo aggiogati ad un nefasto incantesimo che nel suo drammatico svolgimento deforma il visibile in un regno di non senso assoluto dove, sempre più sovrana, regna la contaminazione.

La pseudo-realtà digitale costituisce il vuoto negativo di una piattaforma virtuale che possiamo riconoscere come l’autentica anticamera dell’inferno, di nuovi, atroci, inferi metacrilati.
L’espressione maggiormente antitetica alla realtà estatico-veggente e pertanto, più contraria alla Conoscenza è la scansione informatico digitale, (la riduzione definitiva del vivente a mero dato) che, per le sue aride dinamiche industriali, si presenta alla storia come l’espressione più aderente al significato profondo della figura dell’anticristo, il quale, si comprende, non è un personaggio in carne e ossa, ma una tensione buia interna all'agire umano che rinnegando la verità dell'anima, conseguentemente ribalta i suoi rapporti con la materia

Questa dell’articolo di Straker, al dunque, è l’analisi di un pericolo fisico che per definizione simbolica non può non essere meta-temporale, l’espressione visibile di una volontà dissolvitrice preesistente al tempo stesso e con cui la nostra Età giunge alla resa dei conti o, forse più esattamente, alla più critica delle diverse rese dei conti già accadute in altri Cicli (Manvantara) di cui s’è obliata la memoria, ma non la reminiscenza.
Queste nostre potranno anche essere prese per considerazioni di folli, ma se realizziamo che il caso non esiste, se s’indaga con animo sgombro di preconcetti il senso dell’attuale preordinazione tecnologica, la sua ossessionante invasività, il senso allegorico che dunque riveste e specularmente inverso ai valori spirtituali delle antiche fiabe e dei miti delle tradizioni di ogni popolo, difficilmente non si può giungere alla stima di un immenso pregio congiunto alla presenza dell’uomo nell’universo. L'uomo non è l’unica creatura di certo, ma indubitabilmente per la sua consapevolezza di appartenere al Cosmo, solo tale coscienza profonda lo rende estremamente prezioso.
Il valore risiede in un insieme di elementi assolutamente sensibili e costituenti la trama di un complesso reticolato, la cui maggior ampiezza di stende nel dominio dell’invisibile.
Tutto ciò che umilia la proporzione sensibile appartiene al dominio dell’incoerenza diabolica.

La nostra è a tutti gli effetti la più critica delle Età..lo stesso augurio della "buonanotte" dato dal papa a conclusione del suo discorso di addio è significativo, in sostanza, qui si alluderebbe alla notte più fonda dell’anima.

Il Diluvio universale non fu di semplice acqua, benché anticamente i mari si siano travasati l'uno nell'altro e vi sia memoria d’inondazioni colossali, non è un evento solo di ordine fisico quello che va ricercato.
Non è un alluvione l'accadimento cui alludono le scritture. Come riportano alcuni vangeli gnostici, il Diluvio non fu d'acqua ma bensì di tenebre. Queste, tutt'altro che ritiratesi, adesso ricoprono nuovamente col favore di un occulta marea la presente Età, determinando il buio più fondo della storia. Qui siamo immersi...ciò è disarmante ma è anche esaltante in quanto può favorire l'opportunità di sprigionare una radianza insospettata, la gabbia toracica è principalmente l'intelaiatura della lanterna.