lunedì 25 febbraio 2013

considerazioni sulla nuova schiavitù



Le persone che rimarranno incapaci di ri-affermare il preminente valore dello spirito, saranno sempre più esiliate da se stesse e facili prede di ogni iniziativa “emancipante”.

L’immane limitazione cui siamo obbligati è inerente alla mentalità moderna, che nell’abbaglio di una facile conquista di libertà solo esteriore (il millantato diritto del consumatore) c’impedisce di affrancarci da questa continua azione manipolatoria dell’istinto, corrotto dai media che allettano con l’appagare stimoli essenzialmente avvilenti.



Un autentico condizionamento subliminale che ci destruttura intimamente, rendendoci quanto mai deboli caratterialmente, agiti da molteplici fisime e capricci, ego-nevrotizzati e dimentichi di sé.

L’esistenzialismo, un “nuovo” esistenzialismo a fronte di tutto ciò, si configurerebbe come l’unica via di salvezza percorribile.
Sarebbe auspicabile che ora rinverdisse la stagione di un nuovo idealismo da contrapporre alla prolungata ossessione futurista di cui è preda l’intero sistema.


Si prospetta per l’immediato futuro una contro-genesi, la parodia offerta da un concepimento sintetico che dovrà rimodellare alcune dinamiche regolanti i rapporti reconditi della materia; ciò è evidenziato dall’inquinamento ormai fuori controllo, dalla sempre maggiore invasività che hanno le ricerche sulla ingegneria genetica e le nano tecnologie, l’ostinata irrorazione chimica del cielo.


La seduzione oscura cambia i suoi supporti indifferentemente, ma noi possiamo riconoscerne il sigillo operativo nel significato della contraffazione che essa attua sul senso stesso della vita, dove è eliminata ogni risonanza operativa autenticamente profonda, atta a rivelare, attraverso azioni luminosamente coscienti, la traccia ispiratrice di quel senso superiore interno alla nostra identità e che eleva l’animo alla dimensione dell’eterno.


Come ha scritto Guido Ceronetti riferendosi alla Tav di Val di Susa:
“La Tav (mi provo a darne una definizione non politica) è parte della fondazione di un impero mondiale della Tecnica che opera a ridurre in schiavitù, una schiavitù mai vista, di cui si vanno da molto tempo palesando i segni - il genere umano senza distinzioni etniche e spirituali, gli animali, i semi modificati (OGM), le erbe, l’animato e l’inanimato, tutto.

Le connessioni con la finanza, i poteri criminali (ritenuti separabili solo perché fuori della legge), i partiti, i governi, forme e formule terroristiche, non dicono che il nominabile, e non nominano che qualche utensile, di questa mondializzazione che a poco a poco va privando il vivere delle ragioni per vivere (vivendi causas).”

Riattualizzare delle modalità che appartengono al senso della Felice Disciplina interiore, (d’ispirazione stoico-platonica) sarebbe l’unica azione di resistenza che ancora ci appartiene, e che andrebbe riflessa anche nella nostra fisicità corporea di “eterei aratori” (i lavoratori della vigna nell’ultima ora/era in Mt.20,1-16).
Nella concezione tradizionale, il corpo è stato dato all’uomo come strumento dell’anima, (struttura materiale dell’anima) strumento da utilizzare in terra per prepararne la trasformazione, dove l’ottenimento dell’anima immortale è di per sé una pura conquista e non un dono a tutti generosamente elargito.
Tutt’altro che una forma di pensiero annoiato di sé, o scialbo trasognamento di anime avvilite, l’esistenzialismo post-moderno riguarderebbe l’effettiva tensione interiore di una ricerca del tutto coincidente alla stessa cerca graalica e, pertanto, di un metodo in grado di restituire l’essere alla sua essenza originaria; altrimenti destinato ad un cammino diretto verso il nulla preconfezionato.
L’atteggiamento rituale domestico, dunque, è il primo riflesso cosciente di un antica ispirazione flebilmente rinnovata attraverso la trama dell’Età presente; poiché a nessun altro contesto se non al Ciclo attuale si adattano le parole di Plotino: “una grande e ultima lotta si appresta per le anime umane”