martedì 27 novembre 2012

il dio polimero



Nel campo della scienza e della tecnologia in questi ultimi anni è emersa una nuova parola magica “nano”.
Sono nate organizzazioni, industrie, associazioni professionali, agenzie governative, centri di ricerca, laboratori, corsi di laurea etc. che usano questa parola.
La Flinders University in Australia, per esempio, offre un corso di laurea in Nanotecnologia, stessa cosa fa l’Università di Washington con un corso di dottorato; in decine d’Università nascono corsi in “Nanomateriali”, “Nanoscienza”, “Nanotribologia”, “Nanoottica” e via discorrendo; il linguaggio scientifico si arricchisce di nuove parole come “nanostrutture”, “nanomanipolazione”, “nanocristallo”, “nanoelemento”, “nanotubo”, “nanofabbricazione”, “nanofilo”, “nanoelettronica”, “nanomacchina”; nascono nuove riviste scientifiche specializzate: il prestigioso Institute of Physics inglese pubblica dal 1990 Nanotechnology, la casa editrice Pergamon Press inizia nel 1992 la pubblicazione di Nanostructured Materials e da quest’anno l’American Scientific Publishers lancia Nanoscience and Nanotechnology, una rivista destinata ad avere un grande impulso in futuro.
La definizione di nanotecnologia
Ma cos’è la nanotecnologia? Che cosa s’intende con questa magica parola “nano”? Siamo di fronte ad una nuova era tecnologica o semplicemente ad una moda scientifica destinata a passare in fretta senza lasciare tracce?
La Nanotecnologia si propone di realizzare materiali, dispositivi e sistemi attraverso il controllo della materia a livello atomico, o come si suole dire nanometrico, poiché un nanometro in fisica è la lunghezza corrispondente ad un miliardesimo di metro.
Si assegna la nascita di questa parola al discorso di Richard Feynman tenuto il 29 dicembre 1959 alla riunione annuale dell’American Physical Society secondo cui « ...I principi della fisica non impediscono la manipolazione della materia atomo per atomo», un discorso visionario dove il premio Nobel per la fisica ipotizzava scenari che allora potevano apparire fantascientifici, come la costruzione di piccoli robot meccanici per compiere delle operazioni chirurgiche dall’interno del corpo umano: un chirurgo “nano” in grado di introdursi nel cuore attraverso il sistema arterioso per operare.
«Macchine di questo tipo- diceva Feynman- potrebbero essere incorporate permanentemente nel corpo e assistere di continuo qualche organo che non funziona».
In onore di Feynman il Foresight Institute bandisce 250.000 dollari di premio per lo scienziato che per primo costruirà un calcolatore con dimensioni inferiori a quelle di un cubo di 50 nanometri di lato e un robot in grado di manipolare ed aggregare singoli atomi o molecole con la precisione atomica anch’ esso più piccolo di un cubo di 100 nanometri di lato.
Il premio non è ancora stato assegnato, ma non passerà molto tempo: gli scenari fantascientifici previsti da Feynman sono alla portata della scienza e della tecnologia dei nostri giorni.
Per esempio macchine con le dimensioni di qualche decina di micron (1 milionesimo di metro) sono già in uso nella tecnologia quotidiana: essi sono chiamati MEMS (Micro Electro Mechanical Systems)e sono prodotti con la tecnologia del silicio.
La loro funzione è di convertire energia meccanica in un segnale elettrico od ottico e viceversa.
La vera sfida degli ingegneri e dei fisici sta ora nel miniaturizzare nella scala successiva: quella dei nanometri.
I sistemi elettromeccanici del futuro
Si chiamano NEMS (Nano Electro Mechanical Systems) i sistemi elettromeccanici del futuro e, se i ricercatori riusciranno in questa sfida, avranno applicazioni straordinarie, da robot in miniatura a sensori sensibilissimi in grado di individuare le alterazioni genetiche responsabili di una malattia.
I NEMS sono sulla scala del miliardesimo di metro: se i MEMS avevano le dimensioni di un capello umano ora siamo su una scala mille volte più piccola.
Quest’articolo, (fonte qui: http://www.ilb2b.it/node/4183 ) è a data del 15/11/2001. Sempre con la solita efficace giustificazione che tutto ciò serve ai “progressi” della medicina, asserzione questa indiscutibile e dogmatica, non è invece difficile intuire come in altri undici anni questa ricerca si sia diversificata nelle sue reali applicazioni prevalentemente di uso militare.
Non è dunque difficile intuire, come questi nanosensori possano essere parte essenziale del materiale rilasciato in quota dalle “scie chimiche”, la cui attività non a caso è andata intensificandosi parallelamente agli sviluppi della “nuova scienza molecolare”.
Queste sono considerazioni marginali di una persona esteriormente impotente. Avendo letto questo articolo mi ha colpito per essere così stolidamente ottimista e così l'ho riportato.
Collegando l’evento delle ultime olimpiadi londinesi, della loro forte valenza simbolica e rituale così come è stata palesata nella cerimonia di apertura, con cui in definitiva si celebrava l’avvenuta liofilizzazione dell’esistenza, la definitiva plastificazione della realtà, congiunta allo stesso imminente transito del 21/12/2012, anche questa data è una costruzione allegorica forzata, ugualmente, possiamo lo stesso intuire cosa sta davvero accadendo: il definitivo tramonto di un modo maggiormente sano e ispirato d’intendere la vita e delle sue dinamiche profonde.
L’avvicendamento del Sapiens al Neandertal forse è l’evento che maggiormente si avvicina a ciò che si sta verificando.
Tutto questo è anche prestabilito che dovesse accadere. Intendo dire dell’avvento del proverbiale anticristo, che altro non sarebbe se non il nuovo “dio polimero”, l’infinitesimale autoassemblante, che orienterà verso un fine sterile la totalità della vita. Questo già accade ora e i suoi già potentissimi sacerdoti e profeti indossano sterilizzati camici bianchi, diffondendo la sostanziale verità dell’universo macchina, del cosmo inteso come un sofisticato e freddo computer.


lunedì 26 novembre 2012

il passaggio all'età sintetica



Paura e meraviglia, ecco quanto ci attende per i prossimi mesi.
Entro la primavera del 2013 o anche prima, è molto probabile un rialzo subitaneo del famigerato spread qui in Italia, contrariamente ad ogni ottimistica previsione fin’ora fatta per legittimare la mattanza sociale.
Tutti questi sforzi per tenere in piedi la moneta dell’euro sono necessari per compiere il passaggio alla moneta unica dell’intero occidente, e a questo servirà anche la prossima imminente crisi finanziaria americana.
E’ quasi certo vi sarà una nuova crisi finanziaria in America, non sono un economista ma questa è la logica dell’attuale gioco di ombre che muove i ritmi sempre più nevrotizzati del sistema valutario internazionale.
Tutti questi decreti, tutte queste sperimentazioni segrete, tutte le manovre nascoste all’attenzione plagiata delle masse, costituiscono la corteccia di una sostanza malevola altrimenti destinata a dissolversi.
Per non dissolversi tale “sostanza” deve operare contrariamente alle nostre aspettative di bene, è costretta ad imbrigliare le dinamiche naturali attraverso condizionamenti artificiali che ne limitano al massimo ogni spontaneità, deve tentare con ogni mezzo di piegare al suo progetto nero l’intero pianeta, che altrimenti ne dissolverebbe la malevola essenza attraverso la propria misura, una misura che difatti è sconvolta tanto a livello microscopico che macroscopico.
L’accezione più pertinente con cui qualificare l’uomo contemporaneo è quella della demenza.
Un demente costretto, suo malgrado, a vivere fuori dalla misura. La dimensione abnorme della società di massa e gli artifici necessari a ipnotizzarla, deformano la giusta misura, per la quale la nostra esistenza acquisisce il suo maggior senso e quando ne è allontanata diviene oggetto del dispotismo più esecrabile, vittima della contaminazione più velenosa e deliberata come inderogabile operazione volta ad ottimizzare le istanze sociali o giustificata come operazione necessaria alla cosiddetta "sicurezza nazionale", come ormai vorrebbero esser spiegate le famigerate "scie chimiche", un attività aerea questa, dissimulata nei bollettini meteo come “esteso transito d’innocue velature”.
Siamo l’inebetita e per questo poveramente rassegnata massa – cavia di un esperimento condotto a cielo aperto su scala mondiale.
Inscatolati e livellati, radiati sotto abbaglianti fasci di colorate luci avvilenti così come l’in-disciplina pop comanda, proviamo, tentiamo di ripeterci che in ogni caso ciascuno è se stesso.
Non dovremmo confidare in nessun evento preconizzato per la fine del 2012 (data anch’essa artefatta) in nessun alieno o ipotetico pianeta Nibiru, in effetti, l’invisibile massa remota del presunto globo oscuro ben allegorizza il senso profondo e tenebroso dell’attuale potere tecnocratico.
Quello del potere tecnocratico è un ordinamento vuoto d’ogni speranza, allo stato attuale tutta la contaminazione indebitamente posta sul piano della presente Età dovrà sfogare il suo delirio radioattivo, ed è davvero inutile confidare nei movimenti di liberazione di massa così tanto caldeggiati dall’infida New – Age, al più questi potrebbero davvero risolversi in una sofisticata radio-ipnosi collettiva, anzi, forse quest'ultima già è in atto da decenni.
La personale e con alcuni condivisa convinzione è che la Liberazione ciascuno la deve cercar in lui stesso.
Tra il delirante turbinio che trascina con sé gli uomini storditi dallo squilibrio demenziale e la vigilanza che libera dal destino, la differenza è più piccola della centomillesima parte di un capello, sicché tale differenza non può nemmeno essere dimostrata. *
Operare sin d’ora in se stessi per dare valore alla presenza, dissolvere intimamente l’aspettativa di un attesa che è astrazione intorpidente e che in definitiva è o si risolverebbe in un attesa di non senso.

 *Bela Hamvas: "Prima di Socrate" edizioni all'insegna del Veltro

mercoledì 14 novembre 2012

Demiurgo



Nel mollo suolo affondava - le mani (?)
il Demiurgo
inconoscibile
sordo
affrettato
sull’ora prima del tempo
determinante ogni cosa
l’ombra densa della notte
la chiarità dell’aurora
prima dell’aurora
furtivo penetrò
nel costato d’Adamo
così pensando:
nell’acque che è in te
mare occulto che gemi
la tua solitudine
marea d’incoscienza,
t’ho tratto Eva fremente
assieme
or gemete e sospirate
sconvolti da una potente passione
che riecheggi forte dentro me
che sono Demiurgo
nel cuore geloso

lunedì 5 novembre 2012

il tempo del non tempo


il tempo del non tempo
i tempi propri tra vangelo e silenzio
più non custodiscono il discreto considerare
disperso assieme l’antico flauto
scagliato dal vento
via lontano da radiosi campi e mature vigne
strette tra le spire gelide del mietuto presente
terra ricoperta da sensibili e ostinati veli d’anni innumerabili
sedimenti di carestie e raccolti di canti e preghiere
colati a picco
nelle profondità di notti inabissate dentro altre notti
detriti d’una remota fede divenuta silenzio
sordo tumulo d’ogni aspirazione
dei sogni stessi di chi non ancora nato è meno che fioco germoglio
domani esile stelo esule cieco di sterili fioriture
strappate alla verità d’una vita feconda