lunedì 23 luglio 2012

i ciclopi di Londra 2012 e l'avvento del contro-umanesimo



Cosa ci rivelano le mascotte di Londra 2012?
Una gigantesca opera di ribaltamento simbolico, l’emblema della rovina, del tracollo più fondo mai occorso all’umanità dai tempi dell’ultimo diluvio.
Grottesche creature monocole, caricaturizzano quel virus prodotto in laboratorio preposto al dissolvimento del nostro nucleo vitale.
Questi sono simboli di una chiaroveggenza parodistica, di una volontà oscurante così com’è oscurante il senso profano stesso della competizione che patrocinano, delle sfide private di ogni autentica verticalità.
La sfida ad un tempo solo meccanico testimonia solo l'attuale corsa cieca di tutta la società,  proiettata verso la negatività di un nulla sovrano, nevroticamente operoso, che è oblio completo dello spirito.
Difatti è il sovrano non senso, recitato dallo sponsor pubblicitario, il testimone più autorevole e tirannico della moderna prestazione atletica.
Il paradigma realizzato dalla mascotte verte sull’attenzione univoca, sulla reiterazione del controllo ossessivo esercitato sulle nostre esistenze sempre più plastificate.
Alcuni allarmisti paventano accadimenti eclatanti per queste olimpiadi monocole, non ultimo tra questi la simulazione (assai improbabile) di uno sbarco alieno i cui araldi sarebbero proprio le ciclopiche mascotte.
Ad ogni modo lo spettro dell’attentato aleggia sull’evento ed è questo il reale agglutinante del consenso civile, l’alibi tanto atteso per innescare durissime repressioni contro eventuali stati canaglia.
Si attende un evento nell’evento, creato ad arte in stile 11/09/2001, capace di suscitare commosso sdegno in tutti noi.
Aldilà di ogni facile allarmismo ciò che di peggio doveva accadere in realtà è già accaduto.
Queste mascotte sono le sentinelle dell’Inquisizione contemporanea, della nuova Inquisizione digitale, del suo ulteriore scatenamento e di cui l’attuale crisi, anch’essa creata ad arte, rappresenta l’inesorabile avvio.
La loro presenza dichiara la fine dell’idea di umanità così come il pensiero illuminato (non illuministico, non dei cosidetti Illuminati) l’ha concepita fino ad oggi.
L’occhio solo testimonia beffardamente la definitiva condanna delle società moderne ad una spietata visione piatta delle cose, cosi come l’impostazione tecno- economicista ci impone.
Imporre un occhio solo al testimonial non è una scelta puerile o innocentemente burlesca, essa è la conseguenza di un premeditato quanto insospettato atto celebrativo.
E’ la dichiarazione implicita di come sia allegoricamente dimezzata la possibilità civile di capire e conseguentemente d’informarsi sul reale stato di cose; è come se ci dicessero: “Già da tempo voi credete alla nostra versione e solo a questa vi atterrete”
La concezione del tempo solo meccanico è monocola, miope, e chi vi aderisce intimamente non comprende l’inganno.
L’uomo reale, così come espresso nella Tradizione, possiede la simbolica visione tridimensionale, o quadridimensionale, dove la profondità di comprensione permette di conoscere la natura intima delle cose, la capacità di penetrare la superficie dell’evidenza solo meccanica, di capire il valore dell’essere che può rendersi realmente Felix: Felice colui che ha potuto penetrare nell'essenza (divina) delle cose. (Virgilio, Georgiche, lI, 489).
La reale salvezza risiede nella comprensione dell'essenza sovra-razionale ed in questo senso la sua dogmatica negazione ci è offerta anche dal significato stesso che è stato dato dagli esponenti della comunità scientifica sulla scoperta o presunta tale del cosiddetto “bosone di Higgs”, teoria che rientra nelle medesime dinamiche disinformative e svianti circa la reale natura del Cosmo.  
La dimensione dell'oltre, qui è intesa come dimensione estatica veggente, puramente eroica e dunque poetica, svincolata da tutte quelle circostanze che immiseriscono la nostra essenza, come di fatto c’immiserisce massimamente il sottomondo industriale e consumistico.
Questi Polifemi ridotti al sintetico è la dimensione pop che evocano, la dimensione oscurante/abbagliante della vista, o meglio, il nascondimento intenzionale della reale visione che ci permette di penetrare il velo dell’ignoranza e capire la Verità, ovvero, di superare il piatto della terra per elevarci nelle profondità di quei salvifici cieli metafisici, che non a caso nella loro manifestazione esteriore appaiono sempre più spesso lattiginosi, schermati o foderati dai continui rilasci in quota di variegati particolati sintetici.  
Di questo successo aberrante della macchina e visione ultratecnologica sulla vita c’informano le orride mascotte: “Avete perduto la vostra unica possibilità per rendervi realmente migliori ed ora battete le mani al nostro (satanico) trionfo”.
Si realizzi o meno quanto prevedono i catastrofisti più estremi, ciò non cambia affatto l’identità di questo stato di cose basato sulla sovversione sintetica dell’esistenza, anzi, gettare continui allarmi e aspettative sull'imminenza d’ipotetici eventi drammaticamente clamorosi non farà che generare in noi il sollievo dello scampato pericolo e aumentare con ciò l’assuefazione collettiva al disumanesimo imperante.


P.S. leggo stamattina una conferma di ciò su http://www.anticorpi.info/2012/07/simbologia-delle-olimpiadi-2012.html 

"i nomi delle due mascottes,  Wenlock e Mandeville, sono esattamente omofonici alla frase inglese “we unlock Man-Devil” che significa “noi vi riveliamo l’uomo-diavolo“, cioè la Bestia, l’Anticristo.

Difficilmente sarebbero potuti essere più chiari di così.