lunedì 30 aprile 2012


















Cos’ha di prodigioso l’ispirazione? La capacità di mettere in relazione l’uomo al Cosmo, d’infondergli nel cuore il senso di un appartenenza serena e distesa che travalica infinitamente ogni possibile ardimento solo speculativo.
Una sola è la condizione necessaria allo svelamento della Conoscenza Iniziatica: l’Amore (così come fu latinamente inteso da Dante nella Commedia) da cui promana l’emozione, già definita da Platone come “risultanza di un intima e assidua unione”.
Questa è una tensione del tutto sbiadita in noi moderni, confinati come siamo in sottomondo scialbo e prevedibile, prevedibile contro ogni apparenza e destinato ad esserlo sempre di più per lo stretto vincolo che ci annoda alla realtà tecnologica.
Nel testo gnostico “l’apocrifo di Giovanni” il demiurgo è colui che re-impastò l’uomo nell’intenzione di profanarne la scintilla divina, ma è destino che le brame di questo sotto-dio debbano consumarsi nella vana ricerca dell’epinòia della luce.
Il demiurgo è un dio spento, incapace di slanci lirici, sostanzialmente un arido tessitore d’inganni ed è sotto questa prospettiva che il testo presenta il Diluvio, nel quale non si parla di acqua ma specificamente di tenebra, sintetizzando con ciò, in modo estremamente efficace, la tragica sorte dell’umanità del Ciclo attuale.

Noé viene avvertito dalla maestosa luce (pronòia) ineffabile intuizione di salvezza, di quanto sta per accadere, dell’arrivo di una notte metafisica, ed egli avverte tutti i figli degli uomini di mettersi in salvo.
Testualmente è scritto: “Non fu come disse Mosé: - essi si nascosero in un arca – essi invece si nascosero in un luogo, non soltanto Noé ma anche molti altri uomini | della generazione non vacillante.
Essi si recarono in un luogo, si nascosero in una nube luminosa…Jaldabaoth (lo pseudo dio) infatti, aveva steso le tenebre su tutta la terra.”
Jaldabaoth raggiunge il suo scopo, la corruzione dell’umanità con la creazione di uno spirito imitante l’immagine di quello vero.
Questa dunque sarebbe la genesi di tutte le parodie.

Tutt’altro che ritiratesi le tenebre diluviali si sono massimamente ispessite proprio nella presente epoca, e tra l’altro, la recente dichiarazione dell’aver “creato” un DNA artificiale testimonia il culmine dell’inganno raggiunto assieme la manomissione del patrimonio genetico delle sementi e la “tessitura” chimica dei cieli.
Il sovvertimento della luce naturale è una qualità non solo fisica promanata dal Sole ed alterata per fini non del tutto rivelati, ma che l’istinto, per gli stati d’animo avvilenti che patiamo sotto un cielo chimicamente irrorato, ci suggerisce essere aberranti.

Noé assieme la generazione non vacillante si nascose in una nube di luce, significando in questo la stessa prerogativa che abbiamo di crearci noi stessi Arca di Salvezza e sull’unicità della stirpe cui apparteniamo, oscillante tra due divari abissali, estremamente fragile, ma anche inviolabile a qualsiasi entità a meno che la stessa suggestione non ci faccia cedere per ignavia quanto di più prezioso la nostra interiorità custodisca.

Gli uomini del Rinascimento furono gli ultimi grandi perché compresero e poterono riattualizzare l’antica verità, affermarono il significato cosmico dell’uomo, della sua prerogativa d’essere nodo armonico del tutto per tramite dell’ispirazione e dell’elevazione lirica celebrate dall’opera terrena.
Opera intesa non come un impassibile, ostinata e arida meccanizzazione della realtà che ci aliena dalla bellezza della vita.
Loro infusero il senso della Virtù nelle proporzioni architettoniche, nell’edificazione di luoghi predisposti a favorire la comunione dell’uomo con l’universo.

Quella presente è l’Età più grave, ma proprio per questo occorre mantenere la consapevolezza circa la nostra reale natura, l’involucro che siamo è corruttibile e molteplici inquinamenti presto ci dissolveranno ma il nostro nucleo più interno ha una gravità ben maggiore di una stella collassata, è un principio sovradimensionale e creatore esso stesso d’infiniti universi. Qui, ora, ridimensionamento e Amor.



(considerazione accesa da un saggio di Luigi Moraldi : “La Gnosi e il Mondo” ed. Tea 1988 )







(DNA artificiale)
http://www.youtube.com/watch?v=i0xJL7u9kEc