giovedì 1 marzo 2012























“Infelice! porti addosso una misera sorte anche tu!” (Odissea XI, 618)
Queste sono le parole rivolte dall’ombra di Eracle ad Odisseo sceso nell’Ade, e che noi dovremmo meditare come il presupposto di un riscatto vitale originato da una fatale incomprensione di ciò che siamo, pertanto, da un interrogativo interiore che richiede di trascendere assolutamente il solo pensiero discorsivo in favore di un ascolto più profondo, inesprimibile, appunto aderente alla natura del Mistero più grave.
L’evidenza di questo stato d’infelicità dichiarato da Eracle sembra culminare ora all'umanità presente, attraverso una sintesi di molteplici patimenti angoscianti, reale com’è adesso reale l'affamamento di intere nazioni ed in casa nostra l'imminente, brutale, perforazione della TAV in Val di Susa con il conseguente senso di angoscia che attanaglia le persone che ne subiscono e subiranno l’irrevocabile imposizione.
Quello della TAV è un innesto profano altamente simbolico per le qualità intrinseche al luogo che dovrà essere ir-ritualmente sventrato.
L’attuale contro genesi è l’apice di un sovvertimento avviato con le prime rivoluzioni urbanistiche e industriali dell’antica Sumeria (3500 a. C.) coincidenti peraltro con l’avvio della sua decadenza e con l’inizio dell’attuale yuga (era) Kali-yuga, ovvero età discordante, oscura, la nera età esiodea tutt’altro che prossima alla fine come vorrebbero farci credere in assoluta malafede i ricchi guru della new-age.
Un’era di totale sovversione che simbolicamente instaura l’affermazione del suo pieno dominio proprio in quest’ultimo decennio 2001 – 2011.
Come scrive efficacemente Ghigo Battaglia curatore del sito "Freesky" “con l’11 Settembre si è sciolto il patto primitivo del logos, quello del tempio di Salomone, per affermare la nascita di un nuovo patto tra i governanti occulti e l’umanità. Non è ammessa defezione perché verrebbe considerata blasfemia e vilipendio delle massime autorità: un tabù invalicabile”.

A nessun altra età se non a questa sembra adattarsi l’oscura profezia dell’Apocrifo di Giovanni, testo di matrice gnostica databile tra il I e il III d.C. “ Fu così che tutta la creazione divenne schiava per tutta l’eternità, dalla fondazione del mondo fino a adesso. Presero mogli e generarono figli dalle tenebre a immagine del loro spirito; chiusero i loro cuori, e dalla insensibilità dello spirito di opposizione, divennero insensibili fino a adesso”
La dove per fondazione del mondo credo andrebbe intesa l’instaurazione dell’attuale Ciclo, e non a caso lo stesso calendario ebraico coincide con tale inizio identificato appunto come “inizio – avvio - creazione del mondo”
Evidentemente tale corruzione non coinvolgerebbe tutta l’umanità ma soprattutto chi ne gestisce le risorse, appunto le figure dirigenziali che nella decadente Sumer erano qualificati come “Despoti”.

In minima parte si possono spiegare le attuali condizioni storiche, pervenire al nucleo di tale addensamento non è dato, ciò che è certo è che ogni epoca esercita un potente influsso sul nostro sentire tanto che uno è più figlio dello spirito del suo tempo che non dei propri genitori.
Pessimismo ed estraneità sembrano contraddistinguere le nostre riflessioni, ma questa nostra attenzione è solo apparentemente ossessiva, poiché è ossessiva nella nostra epoca la continua intromissione artificiale imposta nei motivi di rinnovamento della vita e dei suoi intimi equilibri.
E’ rilevante notare come l’infelice Odisseo riuscirà a pervenire ad una felicità puramente iniziatica idealmente contrapposta al primo libro dell’Iliade in cui gli uomini sembrano essere privi di speranze di riscatto metafisico, essendo poco più che una folta di burattini nelle mani di capricciose divinità olimpiche.