venerdì 25 novembre 2011

Nemi
















l’occhio verde del lago riflette una luna gravida
col tuo martello potrai frantumarla
all’estremità di un afflizione giallo cromo,
ma quello è un raggio dell’antica rifrazione
incognito all’ingegno umano
l’angelo che a caduta libera l’inseguiva millenni fa
c’è affogato dentro
gli antichi Re giunsero solo molto tempo dopo
ma non ne seppero nulla
bruma metallica
lana d’argento sospesa sulle cupe acque
nasconde l’occhio del lago
riporta a galla il sogno dell’angelo
il cielo è inciso di strane cicatrici
infidi velamenti
dissolveranno il lago,
la bruma d’argento
il sogno dell’angelo
le nostre mani congiunte


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