lunedì 24 ottobre 2011

un ovvia considerazione






















Nell’attuale condizionamento esistenziale, culminante con l’avvento della realtà digitale, delle sementi sterili OGM, del continuo offuscamento innaturale del cielo ad opera delle scie chimiche, abbiamo assistito ad una manipolazione o sovversione sistematica dei segni e dei significati legati agli accadimenti chiave preposti alla rimodellazione artificiale del nostro habitat.
L’operazione selettiva operata da una malevola elité tecnocratica ha consolidato il dominio di una pseudo realtà plastificata composta da differenze inessenziali, estesa dai prodotti commerciali industriali ai contenuti ideologici dei partiti, tutti sostanzialmente livellati ad un unico valore uniformato sulla progressiva meccanizzazione-mercificazione della vita…in questo l’esempio attualmente offerto dalla TAV piemontese è illuminante sull’identità di vedute di tutta la classe dirigenziale politica concorde sulla realizzazione dell'aberrante progetto, non avendo più significato il termine “partiti d’opposizione”.

Vi sono sigilli irremovibili, dogmi indiscutibili, serrature semantiche che chiudono la nostra recinzione moderna e sono termini quali "progresso" "conseguimento del benessere" "produttività" "crescita" "innovazione tecnologica"…comandi emanati dall’offerta caotica di un abbagliante, assordante quanto fittizia varietà composta dai cosiddetti beni di produzione, che annebbiano la reale natura di questa nuova concezione della vita assolutamente nemica della vita stessa, animata, se così si può dire, di una strana, inspiegabile, tenace volontà d’infondere ulteriore morte alla morte stessa per mezzo di una insensibile imbalsamazione sintetica dell'esistenza, in cui davvero sembrano prossimi ad una sconfitta definitiva ogni valore transuente e ogni speranza trasfigurante.

Anche il credere di ipotetici Anunnaki sperimentatori in provetta della nostra essenza più segreta è parte di una subdola operazione pop ascrivibile alla medesima imbalsamazione sintetica della vita…è una visione deleteria perché sottrae, ruba, la gioia all'ineffabile mistero partecipativo della bellezza della Creazione…riconduce a mero contenuto empirico e dunque bassamente meccanico, solo utilitaristico, il fascino e la qualità enigmatica della nostra natura profonda che è rivelata solo dalla poesia, ridestata unicamente dall’intima partecipazione della persona avvinta nello stato di soavità, per mezzo del quale giunge all’identità lirica dell’Universo.

Questo nuovo e particolare legame esistenziale determinante le odierne società è di fatto stabilito da un intimo vincolo di meraviglia minore per il quale l’uomo moderno sarà impossibilitato alla piena realizzazione di se stesso.
Ciò avviene per il fatto che non sappiamo più accedere al primo sacro mistero, che è quello operativo posto sotto la natura di Amore, parteciparvi con intensità lirica…è una condizione davvero insolita la nostra che non viviamo più straordinarie concretezze ma solo grigie certezze, intimamente snervati sopravviviamo nell’ordinario, miriamo a consolidare piaceri sempre più prevedibili e che dunque non sono piaceri ma solo appagamenti avvilenti e tramite questi dissolviamo l’anima.

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