giovedì 27 ottobre 2011

di un commento ad un post di Ghigo Battaglia del sito freeskies: Attitudine Gerarchica














Di questo snaturamento del potere: ovvero, che domina, signoreggia…la radice oscurata di questo termine però rivela la stessa identità della Potnia – la Signora Divinità dei tempi arcaici benevola custode della fertilità della terra…ma qui il potere si eleva in autorità che è parola intessuta di prestigi aurei.
Il potere si dovrebbe considerare come il pervertimento dell’autorità…così come le serigrafie pubblicitarie sono il pervertimento della pittura parietale antica…la freddezza, l’indifferenza, la disumanità procedurale che contraddistingue l’operato della corrotta, malevola gerarchia dominante è espressione di una affezione ormai endemica cui è sottoposta la nostra stirpe da tempo immemore, da prima che entrassimo nell’attuale fase del Kali-yuga…adesso Zret ha pubblicato un post La Terra desolata e la Terra promessa e che non riesco a commentare per problemi sul server…sostanzialmente pone lo stesso dilemma…la nostra sottomissione ad un potere indifferente…la nostra sottomissione a dei principi che sembrano negare un rapporto paritario tra natura ed essenza, violato sin dal primo istante in cui si riconobbe valore all’istante stesso…il Tempo potrebbe essere di per sé la prima delle tirannie instaurate nel Cosmo…ma questo nostro è sicuramente un abbaglio…questa mia è una percezione istintiva e affettiva…non potrò scriverne brevemente…forse nemmeno chiaramente comunque…i misteri di Saturno dominano, appunto, tutto lo svolgimento della nostra storia…è con Saturno il potere si fa deforme e antropofago? Ma in tal senso vi sarebbero anche esegetiche di ordine alchemico non trascurabili…comunque…forse è qualcosa d’inesprimibile ma a volte passeggiando per alcuni luoghi che gli antichi individuarono come sacri e che conservano traccia della loro opera si sente come d’essere riverberati di una consapevolezza più profonda e che sembra infondere una forza serena, come una sorta di calma passione per le circostanze operative, i problemi legati alla nostra esistenza…questa sensazione peraltro è corrosa quando torniamo ad immergerci nelle contingenze proprie ai ritmi innaturali della vita moderna – appunto la gabbia elettromagnetica in cui siamo rinchiusi, credo, a livello quadrimensionale…adesso ciò che ci accende le domande…ciò che ci rende sempre più intollerabile questa “distonia” di fondo che rende insicuri e sempre più privi di garbo i nostri rapporti con la vita è la nostra memoria ancestrale mai del tutto sopita…in un certo senso la dimensione Tirrena può prolungare la sua ombra ristoratrice in mezzo al deserto in cui ora noi ci troviamo…la fatalità profonda insita nel sentire lo scorrere stesso del tempo è una melanconia pelasgico-tirrenica e, credo, se sottovalutiamo la Visione o Suggestione arcaica non avremo mai la necessaria levatura interiore utile a contrastare l’odierno incantamento fluorescente, la pura, benché assolutamente insospettata magia nera che ora negativamente affascina la pressoché totalità delle coscienze ad una rifrazione senza senso dell’immagine del Cosmo…il tempo volevo dire…è la struttura del Tempio…attenzione è da qui che può originare il fraintendimento…la Gerarchia cupa che ha ritualmente ri-fondato la concezione meccanicistica del tempo è stata capace di scardinare una ritmicità liturgico-sacrale che originariamente fonda il proprio accordo su di una tensione luminosa…e non è da poco…le forze contrarie che ora sono all’opera hanno essenze e rivestimenti inimmaginabili e appena intuibili…in questo senso il gioco degli Scacchi…l’allegoria che riveste anch’esso non è da ignorare…riverbero dell’antica Suggestione lo ebbe Catone nelle sue Origini…gli Aborigeni d’ogni tempo e luogo non furono gente rozza e incivile…ma qui siamo italico-pelasgi e le nostre radici etniche hanno un terreno loro e un debito cui assolvere…un debito di Amore…gli Africani hanno il loro e i Cinesi come i Giapponesi altrettanto e più lo ignoriamo e più attireremo un futuro da incubo…insomma Tempo – Tempio non sono accezioni negative è casomai negativo…assolutamente negativo il ribaltamento di senso che è stato effettuato…la parola Ora ha parentela con la sanscrita YA da cui yare = andare e yaman = veicolo…dunque per muovere verso cosa? ed è curiosamente assonante la parola Ora ad Orare = pregare che vale adorare…cosa? La condizione estatica insita nel Creato…nulla di facile o beat…parlo di Tradizione estatico-errante, di un antichità talmente fonda in cui i millenni non si contano…si potrebbe dire riversati nel mare del tempo, di cui quello fisico è il simbolo...questi millenni dunque costituiscono la profondità di uno scenario non raggiunto dalla “luce solare” e inoltrarsi nei suoi luoghi esige una trasformazione della nostra natura che deve farsi “luminescente” come i pesci degli abissi...nella dimensione religiosa Etrusca…che di fatto è l’ultima erede di un intendimento maggiormente sano della vita…la terra è uno specchio…davvero uno specchio…le città sono fondate come specchi oracolari…sui quali si proietta l’ordine angelico …chiamiamo “tensione d’amore”…partecipazione commossa e affettiva della vita proiettata senza sgomento oltre se stessa…guardiamo con nuova considerazione tutta l’arte antica…ogni oggetto sostiene al di là delle sue proporzioni il divino che è in cielo.
L’idea stessa del “confine territoriale” viene così inteso un archetipo che pre-esisteva alla creazione del mondo….appunto a prima che il Tempo fosse; essendo quindi preesistente in “cielo” tra gli dèi, ne andava salvaguardato il riflesso che sulla terra permaneva.
Confini nello spazio ma anche nel tempo furono intesi come necessari…per i Greci ad esempio, l’idea di infinità acquisiva una connotazione negativa….così che anche il tempo doveva possedere un suo confine, del pari il corso di un fiume il suo alveo la cui estensione immanente si manifesta nella configurazione ciclica dei saecula…consapevolezza tragica e per questo immensamente ispirata dei dieci secoli etruschi…ad ogni compimento di secolo celebravano i Ludi….una serie di cerimonie solenni, delle quali il più profondo significato resterebbe enigmatico…cadevano ogni 110 anni, (ma il secolo aveva lunghezza variabile dagli 80 ai 120 ) la loro proclamazione sembra che fosse considerata come l’annunzio del chiudersi di un anello di generazioni che si estendeva per la durata prevista dalla divinità….l’idea cosmogonica e genealogica si congiungono nel momento rituale che segna il chiudersi di un qualcosa che è stato e che mai più può essere nelle medesime forme, ma che contiene in sé la possibilità operativa e lo spazio di un nuovo ciclo di manifestazioni del medesimo principio aureo…principio molteplicemente contrastato da inesplicabili forze invisibili che i Riti e la Sacra Disciplina avevano il compito di neutralizzare…non a caso nell’attuale Kali-yuga (età del Ferro esiodea) le cerimonie avevano inizio con l’apertura del mundus del Tarentum, un sacrario sotterraneo…questo è importante…sotterraneo…posto in un certo senso nel grembo della gravità…sempre sulla riva sinistra del Tevere…sulla sinistra del Tevere (sul Colle dei Vati) sorgerà terribile e sapiente il Cattolicesimo… all’interno del Mundus era custodito un altare di Dite e Proserpina, sul quale veniva dedicato alle Ilithie e alle Parche un sacrificio notturno…pertanto nella spiegazione allegorica abbiamo il Rito notturno e svolto sottoterra dove solo la sacra fiamma dell’olio liturgico arso nelle lucerne poteva rischiarare le tenebre…dunque…un oscurità avvolta dall’oscurità…a significare credo, ciò che è più buio, nel cuore dell’Età più critica per l’umanità, solo l’ispirazione devota illumina…la lucerna stessa è uno degli emblemi della vita stessa della persona, dell’anima sacrificale...si sacrificava a Madre Terra e qui torna il senso ispirato della Potnia: Signora assonante alla forza di Amore che è potere…Potere o meglio Autorità invisibile ma non insensibile agli atti dell’uomo…per definire meglio ancora, nell'Universo vive l'essenza di Mistero contenuto da un altro Mistero...l'affermazione della vita è Mistero...l'Arte e la Poesia che in definitiva sono la coscienza lirica dei ritmi ciclici del Cosmo e la percezione stessa dell'An-no (AN è anche Anima) costituisce in un certo senso un mistero dentro un mistero, poiché a differenza del pesce proverbiale che non immagina l'oceano in cui nuota, noi ci riflettiamo nell'immensità, aspiriamo all'immensità proiettando la nostra identità nel più vasto mare stellare come aspirazione all'immortalità...da dire poi come la Poesia viva in alcuni ed in altri per nulla, ciò costituisce l'essenza di un motivo ancora più ignoto...Plutarco, animo gentile, sostiene che al mundus era dato lo stesso nome col quale si denominava l’universo, infatti, Munth in lingua tirrenica significa “contenitore di cose sacre”, oppure anche “ordine e mondo”….consideriamo la nostra facoltà di porre attenzione alle cose non come una qualità prima ma seconda al senso maggiore che dovrebbe guidarla…parlo di Tensioni d’illusioni…non di sterili vaneggiamenti…il Tempio è l’Universo e il Tempo la sua struttura…le Colonne i diversi gradi d’inclinazione della Luce proveniente dagli Astri la pietra angolare è l’Uomo…l’attuale potere rivela la sua allegoria stregonica dissimulata da un impronta tecnicista che in realtà è il Cavallo di Troia delle più pericolose energie incoerenti disgreganti il senso della “Meraviglia Universale”…ancora…il passaggio da un saeculum all’altro è un avvenimento misterioso e non cadenzato dall’attuale conteggio odierno e del quale la società così com’è formata non può avere nozione…sempre Plutarco chiarisce che la fine di un secolo per gli Etruschi significava un mutamento di mentalità delle genti e che i prodigi servivano ad avvertire che stava per nascere un’umanità diversa, con una maniera differente di concepire la vita...questi significativi accadimenti simbolici in età contemporanea si attualizzano nell’anno dell’affondamento del Titanic…e nel 09/2001…ci sarebbe da comprendere che vi sono due qualità di tempo una per le masse e che in un certo senso serve come matrice per l’inganno globale e l’altra…quella vera… sovvertita ad un dato momento dall’attuale potere satanico ma cadenzata ancora con gli antichi computi…sarebbe ancor più estendibile quest’indagine…vi sarebbe da considerare anche la scansione temporale individuata dall’antico Berosso che in definitiva determina lo scadere dell’attuale Ciclo ben più in la dell’artificiale 2012...questo commento forse è illeggibile...un saluto






Testo a cui è riferito il commento


Attitudine e Gerarchia



Il Potere è il frutto di parassitosi, interferenza e possessione o è solo un aspetto antico e deleterio del nostro vivere comune, retaggio di ere passate? L’attitudine al comando, così come quella all’obbedienza, è qualcosa di profondamente disumano? Comunque la si voglia vedere, uno spunto interessante di riflessione; molto si è scritto infatti sul rapporto esistente tra psicopatologie e potere ed io mi chiedo ora se non sia l’impostazione gerarchica in generale a rappresentare il frutto di un’interferenza nelle umane azioni, con le conseguenze che ciò comportebbe.

Le forme di parassitosi energetiche dell’uomo, sono la fonte (o una delle fonti) del suo atteggiamento cinico, indifferente, non empatico, gerarchico e violento?

Se le classi regnanti sono state scelte e messe a controllo del ‘pollaio umano’ ciò potrebbe rivelare una loro attitudine peculiare alla possessione oppure solo sottolineare un loro essere desueto e sorpassato? Che ci sia qualcosa di irreale nella pratica e nei luoghi del comando è certo. Le strutture basate sulla sovrapposizione gerarchica trasmettono sempre la percezione di un’atmosfera artificiosa fredda e distaccata ben lontano dalla pratica di una sana partecipazione finalizzata, tipica invece delle migliori imprese umane. L’esistenza del ‘do ut des’ di tipo meccanicistico, senza scambio emotivo (il salario) nasconde meccaniche inumane? Il lavoro compartimentato, eufemisticamente definito specializzato, è il frutto dell’opera di distrazione di massa dell’umanità? Gli apparati di potere e controllo rappresentano ormai una fetta maggioritaria del lavoro produttivo. Il lavoro diretto, sano e collaborativo, è sempre più esperienza rara. L’apparato gerarchico si basa sulla sfiducia a priori non solo del lavoratore sottoposto ma anche dell’essere umano in generale. Il potere si allontana sempre più dal substrato umano e si insidia in strutture sigillate intoccabili ed inavvicinabili. Il potere non ha rapporti con l’umanità, la teme ed è da essa temuto. Un solco di profondissima diffidenza esiste tra il sottoposto e quel coagulo di disumanità che chiamiamo dirigenza, sia nei campi razionali che irrazionali. La struttura piramidale è disumana: lo è l’idea che la dignità di un essere umano sia corrispondente e misurabile secondo il ruolo che ricopre all’interno di essa e non sia da considerarsi invece un valore assoluto e egualitario. Il nuovo ordine mondiale, in soldoni, è questo?






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