lunedì 4 luglio 2011

L'attuale Sovversione Acrilica - Controgenesi














In quest’Età “nuova”, con ciò intendo dire in quest’Età che sembra palesare modalità esistenziali mai sperimentate prima dall’uomo nel corso della storia, è sempre più dura da sopportare questa sensazione di impotenza.
Forse mai come adesso è attualizzabile il senso più vero della Guerra interiore…è la cosa più difficile ma se comprendiamo la nostra natura profonda che non è quella di animali parlanti ma di creature allegoriche e simboliche, allora è proprio adesso che occorre rinnovarsi intimamente, gravemente, e per usare un espressione brutale, “vomitare” le nostre stesse carni.

Si prospetta per l’immediato futuro una contro-genesi, la parodia offerta da un concepimento sintetico che dovrà rimodellare alcune dinamiche regolanti i rapporti reconditi della materia, ciò si evidenzia dalla sempre maggiore invasività che hanno le ricerche sulla ingegneria genetica e le nano tecnologie, l’ostinata irrorazione chimica del cielo.
Singolarmente siamo impotenti e non credo la decadenza della storia umana sia stata mai così fonda.
La stessa digitalizzazione inaugura il tempo del dissolvimento, del nostro confinamento all’interno di un applicazione cieca, monotona, preposta a dissolvere l’incanto della vita.

L’ordine tecnologico avvilisce e deforma l’istinto, non può offrire strumenti idonei alla formazione della persona che sempre di più sarà, suo malgrado, frammento di un sistema mostruoso.
E’ la sua stessa disposizione di scansioni e frequenze a rendere la tecnologia incompatibile con la vita, al di la di tutte le forzature possibili che sono state fatte e che si potranno fare.

Questo metodo “sordo” utile per la trasformazione di materie prime in prodotti cosiddetti finiti, le stesse informazioni insite nei primi motivi assemblanti le componenti tecnologiche, dico quest’imbrigliamento di causa effetto per com’è impostato genera un immane “onda” incoerente che investe la vita dissociandola nel profondo.

Per salvarci l'unica via percorribile rimasta è anche la più impervia, dovremmo innanzi tutto rettificarci intimamente, e farlo contro ogni aspettativa avversa che il mercato dei consumi complice una libertà solo esteriore promulgata dall’ideologia pop ha proposto per impoverire in appena due generazioni lo spirito come niente, ripeto ancora, poté fare prima nella storia.
Necessariamente occorrerà recuperare il senso puramente eroico (leggi ispirato) di un Casto Erotismo, che è tensione lirica e mantenimento di una freschezza interiore contraria ad ogni “indurimento senile” dell’animo che intende la materia come una cosa solo da consumare o da ridurre ad un significato solo profano.

La pressante attualità del nostro dramma interiore riguarda appunto l’assenza di un metodo capace di rinnovarci totalmente, in questa nuova era che è la digitalizzazione è come fossimo racchiusi negli indistinti perimetri di un “contro fascino”, confinati nei dominii di un contro – rito o rito buio emanato per dissolvere l’anima; emanato per dissolvere ogni forma di resistenza verso questa volontà dissacrante e disgregante.

Riporto ciò che appunta Wikipedia alla voce - realtà digitale - e che trovo assolutamente pertinente, nonché inquietante: “Nella parabola della sofisticazione di ciò che si ha intorno, non si inscrive solo un processo di miglioramento tecnologico, ma trovano spazio i geni nuovi di un cambiamento e di un ripensamento dell'intero modo di concepire il reale, le sue cose e gli usi che ne facciamo”.
Il passaggio dall'analogico al digitale non riguarda solo ed esclusivamente il mondo della tecnologia ed i suoi fruitori, non solo i massmediologi e quanti, in questi anni, si sono occupati di vecchi e nuovi media. Parlare di analogico e digitale, in fondo, significa oggi parlare delle due esclusive modalità di produzione e fruizione del flusso comunicativo (o forse, delle più importanti categorie di gestione e comprensione della realtà)".

Digitale è il regno dei caratteri discreti, per tali intendo una sintesi larvale della realtà filtrata e convertita per essere aderenza formale e solo strumentale del vero (come sono le sementi sterili OGM).

Digitale è una frammentazione utile a scardinare l’essenza della realtà, un astrazione che ne rappresenta la sostanziale caricatura in cui si mostrano i ritmi assolutamente sconnessi di un mondo “nuovo”, dove le cose non avranno sfumature e per questo saranno sempre più ostili; saranno 0 o 1, dentro o fuori, bit o non-bit, per assolvere ad una programmata, articolata quanto aberrante laboriosità il cui fine non è elevare ma demolire la nostra integrità psichica.

Per questo aspetto preminente che contraddistingue il "nuovo ordine tecnologico", per la sua inequivocabile valenza simbolica possiamo identificarne la sostanza nella più colossale delle manifestazioni diaboliche e tale, poiché separa, scardina atrocemente con una modalità che sembra davvero irreversibile, l’uomo dalla maggiore armonia da cui originariamente deriva e dunque dai suoi motivi spirituali più profondi.

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